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Le bombe carta razziste non fermano la lotta: continuano i picchetti

14 febbraio – Due anziani coniugi italiani di 83 anni, Arcangelo e Maria, la moglie invalida al 100%: la casa dove vivono, intestata al figlio è stata pignorata dalle banche e venduta all’asta dopo che la sua piccola attività imprenditoriale è andata male per la crisi e non ha più potuto pagare il mutuo. Castel Mella, comune della provincia bresciana governato dalla Lega Nord.
Chi c’ era stamattina a difendere questa anziana coppia dall’ufficiale giudiziario arrivato per sbatterli fuori? Le formazioni politiche che sostengono il principio “Prima gli italiani”? Gli amministratori leghisti? Brescia ai bresciani? No, c’erano uomini e donne, italiani e migranti, sfrattati e attivisti dell’Associazione Diritti per tutti; c’erano gli occupanti delle Casette colpiti sabato sera dall’ attacco razzista. C’erano le persone che difendono un diritto universale, quello alla casa, che deve essere affermato per tutti, indipendentemente dal colore della pelle. Questa è la risposta a chi vuole dividere, a chi vuole la guerra tra poveri, a chi vuole seminare odio, a chi cerca di spaventare con le bombe carta.
Lo sfratto è stato bloccato e rinviato al 3 maggio. Anche in quell’occasione Arcangelo e Maria non saranno lasciati soli.

15 febbraio – Anche nella giornata della festa del patrono di Brescia, San Faustino, l’ufficiale giudiziario ha bussato alla porta di un appartamento in un caseggiato popolare in via Fratelli Bonardi trovando ad aspettarlo un picchetto dell’ Associazione Diritti per tutti che ha bloccato lo sfratto. La famiglia di Mohammed resta in casa, rinvio al 10 maggio. Un altro picchetto invece a Orzinuovi ha impedito l’esecuzione dello sfratto di una famiglia con bambini che abita in una casa pignorata, per mancato pagamento del mutuo, e venduta all’ asta.

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