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Conclusa l’occupazione dell’Albergo Alabarda: ottenute sistemazioni alternative per tutti gli occupanti

Si è conclusa l’occupazione dell’Albergo Alabarda ma per tutti è stata ottenuta una sistemazione non peggiorativa rispetto alle condizioni esistenti nell’ex hotel e per alcuni nuclei si apre la strada dell’assegnazione di una casa popolare. Anche in questo caso, dopo due anni e 9 mesi di occupazione, la lotta ha pagato!

L’hotel Alabarda che nel corso degli anni ha iniziato anche a presentare gravi problematiche di degrado della struttura era stato liberato da persone ed effetti personali dal pomeriggio di martedì 6 marzo. Tutte e tutti hanno già quindi un nuovo tetto e sono stati già ricollocati.  Il movimento di lotta per la casa di aveva dichiarato che non avrebbe accettato alcuno sgombero in assenza di sistemazioni abitative alternative almeno non peggiorative rispetto a quelle garantite dall’occupazione; l’assessore , e lo staff dell’ufficio casa, avevano annunciato che nessuno sarebbe finito in strada e così è stato. Nella mattina del 7 marzo le forze dell’ordine hanno accompagnato la proprietà a riprendere il possesso dell’immobile ponendo i sigilli allo stabile come disposto dal magistrato.

L’hotel Alabarda era stato occupato il 29 maggio del 2015 dall’Associazione , e Collettivo Gardesano Autonomo: il Movimento di lotta per la casa aveva preso l’impegno con gli occupanti di trovare loro una soluzione collettiva che non lasciasse nessuno senza casa. Ora famiglie e singoli si trovano in situazioni anche migliori rispetto a quelle dell’hotel. Per due nuclei famigliari si apre inoltre il percorso per l’assegnazione di una casa popolare.

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