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INCONTRO DIBATTITO SABATO 26 AGOSTO

alla FESTA DI RADIO ONDA D’URTO, ORE 19

IN CARCERE PERCHÉ SI È MIGRANTI: A MONTICHIARI UN
CENTRO DI PERMANENZA PER IL RIMPATRIO

Ne discutiamo con: Fausto Fenaroli (Naga Milano), Livio Neri (ASGI), Sara Prestianni (Ufficio Immigrazione Arci Nazionale), Stefano Bleggi (Progetto MeltingPot Europa)

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Obbligo di omertà per i richiedenti asilo

Grave provvedimento punitivo della Prefettura e della Cooperativa Ekopra contro tre profughi del Centro di Accoglienza Straordinaria di via Bocchi a Brescia. La colpa dei tre è aver denunciato pubblicamente le pessime condizioni di accoglienza.

Dell’ormai noto Centro di Accoglienza Straordinaria (CAS) di via Bocchi a Brescia, gestito dalla Cooperativa Ekopra di Bovezzo con appalto assegnato dalla Prefettura, i media locali avevano iniziato a parlare un anno fa, nell’agosto 2016, quando la Lega Nord aveva preso a pretesto proprio l’apertura di questa struttura per lanciare l’ennesimo allarme contro l’“invasione degli immigrati clandestini”.
Peraltro in quell’occasione il Sindaco di Brescia, del Partito Democratico, si schierò di fatto dalla parte dei leghisti. O meglio, usò i loro stessi argomenti per alzare ancora di più i toni: arrivò a dichiarare che la decisione della Prefettura di sistemare a Brescia altri profughi nel nuovo Cas rappresentava “una ferita” inferta ai rapporti tra le istituzioni, in una città già oberata, a dire di Del Bono, da un numero di richiedenti asilo eccessivamente elevato… benché nella realtà di molto inferiore allo zero virgola percentuale del numero dei residenti. Continue reading Obbligo di omertà per i richiedenti asilo

9-26 AGOSTO DIRITTI PER TUTTI ALLA FESTA DI RADIO ONDA URTO

dal 9 al 26 agosto l’Associazione Diritti per Tutti gestirà lo stand kebab 559253_10150964067511300_999475175_n
presso la festa di Radio Onda d’Urto in Via Serenissima

Sostieni le lotte contro il razzismo, passa a trovarci!

sabato 26 agosto h 19.00 spazio Patchanka
“In carcere perché si è migranti: a Montichiari un Centro di Permanenza per il Rimpatrio”
Ne discutiamo con Fausto Fenaroli (Naga MIlano), Livio Neri (ASGI), Sara Prestianni (Ufficio Immigrazione Arci Nazionale), Stefano Bleggi (Progetto Melting Pot Europa)

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Presidio serale di protesta contro il fermo di tre migranti senza permesso, poi rilasciati

Un presidio spontaneo  si è radunato ieri sera verso le 21,45 davanti alla questura di Brescia e si è poi concluso all’ una di notte, quando tutti e tre i migranti senegalesi fermati dentro ad un ristorante della zona di piazza Repubblica sono stati rilasciati. Cherif e Momar, due occupanti dell’ Hotel di via Corsica, hanno potuto così riabbracciare compagni-e e amici-che, mentre il terzo migrante ha ritrovato la propria moglie e le loro due bambine. Tutti erano stati fermati, col rischio espulsione o trattenimento nei Cie, durante controlli in zona stazione, perché sprovvisti del permesso di soggiorno che hanno perso dopo tanti anni di lavoro e permanenza in Italia a causa della legge Bossi- Fini, in quanto a causa della crisi non hanno più un contratto di lavoro. Al presidio per chiederne la liberazione, convocato con un veloce tam-tam telefonico e sui social dal Magazzino 47 e dall’Associazione Diritti per tutti e rilanciato da esponenti della comunità senegalese, hanno partecipato anche diversi migranti provenienti dal paese africani tra cui rappresentanti e il presidente dell’Associazione senegalesi di Brescia e provincia. A mezzanotte, dopo il rilascio dei tre fermati, si è svolta davanti all’ingresso della questura una breve assemblea in cui è stata rilanciata la campagna di mobilitazione contro la realizzazione di un CPR (centro per i rimpatri) all’ex caserma Serini di Montichiari: prossimo appuntamento la Festa di Radio onda d’urto dal 9 agosto, facendo riferimento allo stand kebab dell’Associazione Diritti per tutti ed in particolare al dibattito sul Cpr del 26 agosto, per preparare le iniziative e la grande manifestazione del prossimo autunno.

Tre sfratti a Botticino, Leno e Castelcovati ma nessuno finisce in strada.

3 agosto -Stamattina erano previsti tre sfratti contro Giorgio a Botticino e le famiglie con bambini di Saadia a Leno e Mohammed a Castelcovati. Nessuno è finito in strada: Giorgio, ex artigiano con pensione sociale grazie ai picchetti di Diritti per tutti e Magazzino 47 ha ottenuto l’aiuto del comune e trovato una nuova abitazione; passaggio da casa a casa in un alloggio comunale anche per Saadia che sta già traslocando e rinvio a fine settembre per Mohammed in attesa della casa popolare.

RUDIANO: SGOMBERO VIOLENTO E IRREGOLARE DA PARTE DI UN PESCECANE DELLE ASTE

Con un‘azione violenta e del tutto irregolare, i rappresentanti di una SRL hanno sgomberato una famiglia a Rudiano, con due bambini piccolissimi, uno di tre anni e un neonato di 50 giorni, da una casa pignorata che avevano comprato all’asta, ma dove ancora abitavano i vecchi proprietari. La ditta in questione, la Mrc srl di Orzinuovi, viale Piave nr 27 (un’impresa di cui non si trova traccia in rete, con capitale sociale di 30mila euro…), pare tra l’altro che stia acquistando diversi alloggi all’asta con operazioni di speculazione senza scrupoli. Il fatto è avvenuto sabato scorso a Rudiano: senza alcun preavviso il rappresentante della ditta, con alcuni suoi uomini, si è presentato davanti alla casa dove viveva Abdelkrim e famigliari e  ha demolito a mazzate la porta, spaventando e minacciando i presenti che sono fuggiti; stessa sorte è toccata all’alloggio di fianco, dove viveva un’altra famiglia pignorata; di seguito ha murato l’intero pianerottolo montando una nuova porta blindata. Questo sgombero violento è stato effettuato senza la presenza di ufficiale giudiziario né di funzionari dell’Istituto vendite giudiziarie, si configura quindi come assolutamente irregolare. Ancora da capire il ruolo di una pattuglia di carabinieri che si è presentata successivamente ma non ha impedito che i responsabili di quest’azione illegale portassero a termine la propria opera. Abdelkrim è un muratore ed aveva acceso il mutuo che ha pagato per 15 anni prima di essere licenziato a causa della crisi dell’edilizia. Ora lavora saltuariamente quando lo chiamano. Trovatisi in strada, sono andati in comune ma i servizi sociali hanno loro offerto 48 ore di assistenza in un albergo. Lunedì sera Abdelkrim e i suoi sono andati all’assemblea antisfratti al Magazzino 47 e l’ ha effettuato già nella mattinata seguente una pressione sulle autorità perchè venisse trovata una sistemazione alla famiglia, anche in considerazione della presenza di minori fragili nel nucleo. Ieri Abdelkrim, sua moglie e bambini sono entrati in comune per rimanervi fino a quando l’amministrazione non ha deciso di collocarli in un altro albergo. Questa mattina l’ ha riaccompagnato Abdelkrim ai servizi sociali, annunciando iniziative di mobilitazione nel comune se non fosse emersa una soluzione dignitosa: al termine della trattativa è stato ottenuto che la famiglia venga collocata in un alloggio di emergenza in paese. Resta il gravissimo episodio dello sgombero violento e tra l’altro irregolare che è espressione della tracotanza di alcuni di questi pescecani delle aste immobiliari.

Altri 5 sfratti per morosità o per pignoramento bloccati a Brescia e provincia.

21 luglio -Un altro sfratto è stato bloccato questa mattina a Palazzolo sull’Oglio da un picchetto di Diritti per tutti. La famiglia di El Fadil, con due bambine, resta nella casa che aveva comprato col mutuo e che gli è stata pignorata dalla banca dopo essere stato licenziato dalla fabbrica dove faceva l’operaio, a causa della crisi.

25 luglio – Altri due sfratti sono stati bloccati questa mattina a Brescia e a Odolo dagli attivisti di Diritti per tutti: in città il picchetto si è formato in via Milano 164 in difesa di una famiglia indiana con figli. A Odolo invece resta in casa Zineb, una operaia di origine marocchine che è stata licenziata e non ha più potuto pagare l’affitto.

26 luglio – Hassan ha fatto il muratore da quando, tanti anni fa, era arrivato in Italia in cerca di una vita migliore. Qui aveva deciso di vivere con la propria famiglia e, convinto di avere un lavoro sicuro, aveva acceso un mutuo e acquistato una casa a Paratico. Poi la crisi dell’ edilizia ha cancellato il suo posto di lavoro e non ha più potuto pagare la rata. Così la banca gli ha pignorato la casa e l’ha messa all’ asta, dove è stata venduta, anche se ora Hassan ha ritrovato un lavoro e potrebbe riprendere a pagare il mutuo. Oggi Hassan, con moglie e bambini, era sotto sfratto. Il picchetto di Diritti per tutti l’ha tenuto in casa. Non si comprano le case abitate dalle vittime della crisi!

28 luglio – Bloccato questa mattina da Diritti per tutti uno sfratto a Orzinuovi, in provincia di Brescia, contro un muratore che abita in quel comune da 15 anni dove aveva comprato casa accendendo un mutuo. La crisi dell’ edilizia ed il licenziamento gli avevano impedito di pagare la rata così la banca ha pignorato l’appartamento e l’ha venduto. Lo sfratto è stato rinviato al 5 ottobre.

Altri 5 sfratti bloccati tra Brescia e provincia: la lotta non si ferma neanche in pieno luglio!

14 luglio – Un’altra famiglia con bambini è stata salvata dallo sfratto a Rovato (rinvio a ottobre) dall’Associazione Diritti per tutti, proprio mentre 10 attiviste e attivisti di questa realtà del Movimento di lotta per la casa di Brescia sono stati processati per un picchetto a Trenzano del 9-2-2015 con l’ accusa di adunata sediziosa e violenza a pubblico ufficiale. Anche l’udienza è stata rinviata al prossimo ottobre.

18 luglio – Picchetto antisfratto dell’Associazione Diritti per tutti questa mattina in via Pagani a Brescia in difesa della famiglia di Icaro, madre di origine filippina con due figli, una ragazza studentessa di 22 anni e un bambino di 8. La donna lavora come colf e non è riuscita per un periodo in cui era rimasta disoccupata a pagare 5 mesi di affitto, così è scattato lo sfratto. Ora ha ricominciato a pagare il canone avendo trovato un nuovo posto di lavoro, seppure precario. Lo sfratto è stato rinviato a ottobre.

19 luglio – Due sfratti sono stati bloccati questa mattina in provincia di Brescia, a Rovato e a Flero da picchetti di Diritti per tutti e Magazzino 47. In entrambi i casi erano coinvolte famiglie con bambini: nella cittadina della Franciacorta un nucleo di origine marocchina, il padre ha perso il lavoro come operaio. A Flero invece si tratta di una coppia di cittadini italiani con una bambina; il papà gestisce una pizzeria al taglio, in difficoltà per la crisi. Gli sfratti sono stati rinviati a ottobre e novembre.

20 luglio – Picchetto di Diritti per tutti questa mattina in via Diaz a Brescia davanti al palazzo di proprietà comunale, gestito dell’Aler, contro lo sfratto ai danni di Osmani con moglie e due figli, tra cui un quindicenne. Profugo dal Kosovo arrivato in Italia 30 anni fa, ha fatto l’operaio fino al fallimento della piccola azienda in cui lavorava nel 2013. Dal 1994 conduce in modo volontario la trasmissione La voce Rom sulle frequenze di Radio onda d’urto ottenendo riconoscimenti, anche internazionali, per il suo contributo alla libera informazione e alla pacifica convivenza interculturale. Lo sfratto è stato rinviato al 5 ottobre. Osmani e la sua famiglia non saranno lasciati soli.

Altri 4 sfratti bloccati: tre contro cittadini e cittadine italiani difesi anche da migranti.

30 giugno -Alessandro, 36 anni, bresciano, ha perso il lavoro un anno fa, nel maggio 2016. Separato, con un bambino, Alessandro oggi aveva il primo accesso dell’ufficiale giudiziario, intenzionato a sbatterlo fuori dall’appartamento di viale della Stazione, a Brescia, di proprietà di una grande immobiliare, la Immobileffe Spa, che pretende un affitto di 550 euro al mese. Alessandro è senza corrente elettrica da due mesi e non può quindi nemmeno cucinare, non avendo l’appartamento la cucina a gas. Oggi, a difendere il suo diritto a un’abitazione degna, un picchetto con diverse decine di attiviste e attivisti di Diritti per Tutti, persone sotto sfratto e occupanti, sia nativi che migranti. Grazie alla loro presenza determinata l’esecuzione è stata bloccata e rinviata al 31 agosto.

Ne parliamo qui -> http://www.radiondadurto.org/?p=92582&preview=true

3 luglio -Malik, lavapiatti di origini pakistane che lavora per 14-15 ore al giorno in un noto ristorante della Brescia “bene”, con uno stipendio non sufficiente per pagare l’affitto e fare fronte alle esigenze della figlia, di 4 anni, invalida al 100%. Roberto, che ha dovuto smettere di lavorare quando ha scoperto di avere un tumore, una malattia contro cui sta ancora lottando. Aurora, che assiste la sorella, invalida al 100%, e in carrozzina: da quando il suo compagno ha perso il lavoro, non riesce più a pagare l’affitto alla grossa proprietà immobiliare che per questo le vorrebbe in mezzo a una strada. Restano tutte e tutti in casa grazie all’Associazione Diritti per tutti mobilitata con tre picchetti antisfratto questa mattina e questo pomeriggio a Brescia città. Bloccato l’accesso dell’ufficiale giudiziario e ottenuti rinvii in via Interna 25, quartiere Urago Mella, al 2 ottobre, dove Roberto – disoccupato e malato – rimarrà in casa fino all’assegnazione di un alloggio popolare a settembre; in Rua Sovera, nel quartiere meticcio e popolare del Carmine, dove vivono Aurora e sua sorella invalida al 100% (rinvio all’11 settembre). Da quando il compagno di Aurora ha perso il lavoro, non riescono più a pagare l’affitto alla grossa proprietà immobiliare che per questo le vorrebbe in mezzo a una strada; in via Manara, quartiere Fiumicello, l’ufficiale giudiziario è arrivato solo alle 15.30. Sfratto bloccato fino al 19 ottobre per Malik, la moglie e una bambina di 4 anni invalida al 100%, alla quale la proprietà chiede un affitto molto alto per una casa piccola e in pessime condizioni strutturali.

Le voci di chi lotta (nove i picchetti negli ultimi sette giorni a Brescia), e di chi resta in casa, sono qui -> http://www.radiondadurto.org/…/casa-nove-picchetti-in-sett…/

Otto sfratti bloccati nel bresciano tra il 22 ed il 29 giugno.

22 giugno – Nuovo picchetto di Diritti per tutti e Magazzino 47 a Sarezzo. Ali Shah è in Italia dal 1990 e ha lavorato fino a due anni fa in una azienda di carabine del settore armiero valtrumpino. Poi ci sono stati licenziamenti per un drastico ridimensionamento della produzione ed ha perso il reddito. Il suo proprietario è un importante industriale della dinastia Gnutti. Ali vive in questa casa degradata con la moglie e 4 figli, due femmine più grandi e 4 bambini e bambine. Così all’ ombra delle officine della Val Gobbia, al confine col comune di Lumezzane lo sfratto è stato bloccato, fino al passaggio da casa a casa.

26 giugno – Nuovo picchetto di Diritti per tutti e Magazzino 47 questa mattina a Brescia nel caseggiato popolare di proprietà della Congrega contro lo sfratto ai danni della famiglia di Sellimi, 7 componenti con 3 bambini e due nonni. Altri 2 sfratti bloccati nel pomeriggio.  Tutte le altre famiglie sotto sfratto di via Mazzucchelli hanno ottenuto la casa popolare dell’Aler.

28 giugno -Doppio vittorioso picchetto contro sfratti e pignoramenti causati dalla crisi stamattina, mercoledì 28 giugno, per l’Associazione Diritti per Tutti. Attiviste e attivisti erano impegnate e impegnati a Sale Marasino e Marone, sulle sponde bresciane del lago d’Iseo. A Sale Marasino rinvio al 28 settembre per una famiglia di origine pakistana con moglie, marito e due bambini minorenni. La loro abitazione è andata all’asta ed è stata già venduta, ma il nucleo famigliare ha una buona posizione nella graduatoria regionale dell’Aler. Anche a Marone ottenuto un rinvio al 28 settembre per una famiglia di origine marocchina con moglie, marito e tre figli minorenni. In questo caso la famiglia ha già ottenuto un alloggio comunale, dove sono in corso alcuni lavori di sistemazione, che consentiranno l’ingresso della famiglia entro la fine dell’estate.

29 giugno – Prosegue quotidiana la lotta contro gli sfratti e i pignoramenti in provincia di Brescia. Due i picchetti questa mattina, giovedì 29 giugno, a Sarezzo (Valtrompia) e San Zeno (hinterland meridionale di Brescia città), entrambi bloccati da attivisti e attiviste dell’Associazione diritti per tutti e del centro sociale Magazzino47. In entrambi i casi si tratta di due famiglie di origine pachistana, con minori in età scolare, che rischiavano lo sfratto. Ottenuti blocchi delle esecuzioni con rinvii rispettivamente al 2 ottobre per Sarezzo e al 1 novembre per San Zeno.