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Altri sei sfratti bloccati con picchetti a Brescia e a Sarezzo.

27 febbraio – Bloccati due sfratti a Brescia in via delle Grazie contro due famiglie che abitano nello stesso stabile. Gli attivisti di Diritti per tutti hanno ottenuto un rinvio ad aprile.

1 marzo – Altri due picchetti di Diritti per tutti e Magazzino 47 a Brescia questa mattina: in Corso Cavour per difendere un piccolo negozio di frutta e verdura da cui dipende il mantenimento di una famiglia con bambini piccoli e in via Perlasca per impedire che una mamma con bambina sia buttata in strada da un alloggio Aler perché considerata senza titolo, anche se ci abitava col padre. Entrambi gli sfratti sono stati rinviati.

2 marzo – Due picchetti dell’ Associazione Diritti per tutti e Magazzino 47 hanno bloccato due sfratti a Brescia e Sarezzo. In città in via Casotti coinvolta una coppia con una bambina mentre nel comune della Valtrompia l’esecuzione era contro la famiglia con bambini piccoli di un operaio pachistano che ha perso il lavoro per la crisi. Lo sfratto è nello stesso stabile di proprietà di una famiglia di industriali valligiani dove un altro nucleo con tre bambini si trova nella stessa situazione.

Solidali in corteo a Nuvolera per un’accoglienza degna.

Manifestazione riuscita con 150-200 solidali che hanno sfilato per le vie di Nuvolera, dalla piazza del Municipio fino al Cas di via Scaiola contro l’ingiustizia, la discriminazione, lo sfruttamento.
I manifestanti hanno ribadito che l’accoglienza è un diritto di chiunque sia in difficoltà. Non un modo per limitare la libertà delle persone! Non un business per gli appaltatori!
Nessuna persona è illegale! Le ragazze ospiti della struttura sono uscite all’arrivo del corteo nonostante le pressioni ed i tentativi fatti dalla cooperativa per portarle a Brescia ed evitare l’incontro con i manifestanti.

Sfratti bloccati a Milzano e a Brescia, quartiere Casazza.

24 febbraio – Due picchetti e due sfratti bloccati questa mattina a Brescia e a Milzano da Diritti per tutti e Magazzino 47. In città in via Triumplina, zona Casazza, resta in casa una famiglia arrivata tanti anni fa dalla ex Jugoslavia con una minore che frequenta la scuola elementare del quartiere. A Milzano, nella bassa, impedita l’esecuzione contro una madre e sua figlia di 17 anni, con cittadinanza italiana di origini italo-marocchine.

 

ACCOGLIENZA DEGNA O RECLUSIONE?

È la domanda che rivolgiamo alla Prefettura di Brescia, il committente istituzionale che ha dato in appalto alla Cooperativa Olinda il Centro di Accoglienza Straordinaria di Nuvolera, dove alle donne richiedenti asilo ospitate vengono imposte forti limitazioni sulla possibilità di uscire dalla struttura. Limitazioni che in alcuni periodi vengono trasformate in vera e propria reclusione. Abusi gravi insomma, non consentiti nemmeno dai regolamenti di gestione dei C.A.S. Provvedimenti che sarebbero del tutto illegittimi anche qualora venissero mai riscontrati rischi reali di assoggettamento al racket della prostituzione. In quel caso le singole donne minacciate dovrebbero essere protette con l’inserimento immediato in strutture e percorsi idonei previsti dalla legge contro la tratta. Non essere recluse, loro e tutte le altre, all’interno del Centro!

Per ottenere spiegazioni e per continuare a dare sostegno alle donne richiedenti asilo del C.A.S. di Nuvolera:

venerdì 3 marzo ore 17.30 piazza Paolo VI, Brescia

PRESIDIO

e incontro con la Prefettura

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Picchetti antisfratto in difesa di una donna ammalata di tumore a Brescia e di due famiglie nella bassa occidentale.

21 febbraio – A difendere Anna, lavoratrice precaria e ammalata di tumore, è stato un picchetto di attivisti italiani e migranti dell’Associazione Diritti per tutti e Magazzino 47. La donna italiana è sotto sfratto nel quartiere bresciano di Sant’Eufemia in quanto non le è stato rinnovato il contratto di lavoro a tempo determinato come addetta alle pulizie ed ha quindi perso il reddito. L’esecuzione è stata bloccata e rinviata al 18 aprile. Un esempio di lotta comune per interessi e bisogni comuni, per affermare il diritto universale alla casa, che supera le contrapposizioni e le logiche di “guerre tra poveri” alimentate ad arte. Sfratti impediti anche a Travagliato in via Molini dove abita una coppia con moglie incinta dopo aver perso un bambino due anni fa e a Castrezzato, dove la famiglia di Said con moglie e due figli, una maggiorenne ed un ragazzino minore; il padre ha lavorato per tanti anni nell’edilizia ed è stato licenziato dall’impresa a causa della crisi. Da pochi mesi ha ritrovato un’occupazione in una fabbrica e cercherà ora di trasferirsi in un altro appartamento.

Quattro sfratti bloccati tra la bassa Valsabbia e Brescia

17 febbraio – A #Gavardo bloccato un secondo accesso a danno della famiglia di Salif, in affitto con la madre e i tre fratelli. Per anni hanno pagato l’affitto, prima di iniziare ad essere irregolari nel pagamento per la mancata presenza del padre, che era l’unico ad avere un lavoro regolare. Il minore frequenta la scuola, mentre i due fratelli più grandi lavorano qualche ora in modo saltuario (uno con contratto a chiamata, l’altro in nero), quindi con un reddito insufficiente. Sempre a Gavardo, frazione Sopraponte, impedito anche un altro sfratto a seguito di un pignoramento immobiliare.

Invece a #VillanuovaSulClisi bloccato un secondo accesso a danno di Samira, madre tunisina con bambini, che a causa di un debito pregresso e di una separazione si è trovata in difficoltà a pagare l’affitto. Lavora in modo regolare con contratto a tempo indeterminato in ambito sanitario, ma l’accanimento nei suoi confronti tramite il pignoramento dello stipendio per pagare il debito pregresso la mette ancora più in difficoltà nel trovare una soluzione.

A #Brescia infine bloccato uno sfratto in via Sabotino

C.a.s. di Nuvolera: basta confinamento! Libertà!

No alla reclusione e alla limitazione della libertà personale delle donne migranti e richiedenti asilo
nel Centro di accoglienza straordinaria della cooperativa Olinda a Nuvolera.

Per incontrare queste donne e per poter verificare le condizioni della struttura “di accoglienza”, gestita,
come molte altre, con poca trasparenza:

appuntamento pubblico

sabato 25 febbraio ore 10 a Nuvolera, piazza del Comune (p.zza generale Soldo)

Un decina di testimonianze di operatori e operatrici e di donne ospitate nel Centro di accoglienza di Nuvolera appaltato dalla Prefettura di Brescia alla cooperativa Olinda (di Medole, Mantova), concordano nel denunciare che: Continue reading C.a.s. di Nuvolera: basta confinamento! Libertà!

Forte tensione per un tentato sgombero nella bassa bresciana; picchetto anche a Bornato.

Mattinata di tensione a Dello nella bassa bresciana dove carabinieri e polizia locale, in tutto una decina, hanno cercato di sgomberare a sorpresa una famiglia, con due bambini piccolissimi, considerata occupante senza titolo di un alloggio dell’Aler. La resistenza accanita dei genitori, barricatisi in casa con una bombola del gas e l’arrivo degli attivisti dell’Associazione Diritti per tutti ha fatto desistere le forze dell’ordine e l’esecuzione è stata rinviata ad aprile. Senza problemi invece il picchetto a Bornato, frazione di Cazzago San Martino dove lo sfratto è stato bloccato e sospeso fino al 4 aprile

Prosegue la settimana di lotta: due sfratti bloccati a Dello e a Coccaglio.

Diritti per tutti e Magazzino 47 in azione anche questa mattina per bloccare due sfratti: il primo a Coccaglio contro una famiglia italiana con tre figli minorenni che aveva bisogno di un rinvio per trasferirsi un appartamento; l’altro a Dello dove una famiglia marocchina con due bambini, uno di pochi mesi, vive in una casa Aler ma è ritenuta senza titolo anche perché non viene loro riconosciuta la residenza. Le esecuzioni sono state rinviate e per il caso di Dello oggi ci sarà un incontro in comune.

Processo per l’occupazione del Comune di Mazzano: 3 condanne e 7 assoluzioni

Processo per l’occupazione del Comune di Mazzano in provincia di Brescia: 3 condanne e 7 assoluzioni. In Tribunale alla sbarra c’erano dieci attiviste e attivisti: 6 di questi sono dell’Associazione diritti per tutti. I fatti contestati dalla Procura risalgono al 30 settembre 2013 e riguardano l’occupazione del Comune di Mazzano per chiedere una soluzione abitativa concreta per una famiglia rimasta senza casa in seguito ad uno sfratto e che era costretta a dormire in un furgone, parcheggiato davanti al Municipio. I capi d’imputazione vanno dall’invasione di pubblici terreni, interruzione di pubblico servizio e violenza privata ad oltraggio a pubblico ufficiale. Riportiamo la nota dell’Associazione Diritti per tutti sul processo: “Dal punto di vista politico, una sentenza grave perchè criminalizza un’azione di conflittualità sociale messa in atto per trovare una soluzione all’ improcrastinabile emergenza abitativa di una famiglia sfrattata costretta a vivere con due bambini, uno dei quali invalido, in un furgone davanti al municipio di Mazzano per la mancanza di assistenza da parte del Comune. Dal punto di vista giuridico la sentenza presenta invece incongruenze e illogicità: 3 imputati sono stati condannati (a 12, 10 e 6 mesi) e altri 7 sono stati assolti; l’occupazione di pubblico edificio e l’interruzione di pubblico servizio sarebbero state quindi commesse da soli tre imputati e ciò appare piuttosto inverosimile; inoltre uno degli imputati assolti ha dichiarato e rivendicato la partecipazione e l’organizzazione di questa protesta, definendola legittima, prima nel suo interrogatorio e poi con una dichiarazione spontanea poco prima che la giudice si ritirasse per la decisione. Mentre una imputata, condannata invece, era addirittura arrivata in un secondo momento in comune e comunque dopo che altri imputati, assolti, erano già sul posto.”