IL SINDACO LEGHISTA DI CHIARI LASCIA IN MEZZO ALLA STRADA UNA FAMIGLIA CON IL PADRE AMMALATO DI SCLEROSI MULTIPLA

Questa mattina a Chiari e’ stato eseguito lo sfratto per morosità di una famiglia di origini marocchine, composta dal padre, Salah Ijanaten, ammalato di sclerosi multipla, dalla moglie e da una bimba di 2 anni.

Salah e’ in Italia dal 2001; ha lavorato come operaio in un’azienda metalmeccanica della Valtrompia e in seguito, per 5 anni, come addetto alle pulizie presso l’ospedale di Chiari, posto che ha dovuto abbandonare nel 2009 a causa delle crisi dovute alla malattia. Attualmente e’ in attesa di un lavoro, adatto alle proprie condizioni fisiche trovato tramite il collocamento mirato, che iniziera’ il 1 febbraio.

A Salah il comune di Chiari, del sindaco leghista On. Mazzatorta, non ha trovato di meglio che offrire la distruzione del nucleo famigliare, proponendo la collocazione della bimba in una struttura; una scelta molto onerosa per le casse dell’Amministrazione e che non tiene conto della delicata situazione della famiglia, del fatto che il padre ha bisogno di una continua assistenza e, per quanto possibile, di serenita’. Ora Salah insieme alla moglie e alla bambina, sono in mezzo alla strada, senza nemmeno le medicine e la valigia, sbattuti fuori dall’appartamento dai carabinieri senza il tempo di racimolare le proprie cose.

La famiglia di Salah viveva in una casa di proprieta’ della Chiesa in via Cavalli nr 12 a Chiari, e avrebbe potuto ricominciare a pagare l’affitto non appena avesse ripreso a lavorare. L’Associazione Diritti per tutti ed il Comitato provinciale contro gli sfratti non lasceranno sola la famiglia di Salah e chiede una sistemazione abitativa alternativa rispettosa della dignità delle persone coinvolte.

ULTIM’ORA: nel pomeriggio la famiglia di Salah, accompagnata da attivisti dell’Associazione Diritti per tutti, del Comitato provinciale contro gli sfratti e persone solidali di Chiari, e’ andata in municipio  per costringere l’Amministrazione alla trattativa; il Comune ha allora proposto la collocazione della mamma e della bambina in una struttura per donne con figli e del padre in un appartamento gestito dalla cooperativa sociale Il nucleo. L’offerta e’ stata accettata anche se comporta un temporaneo smembramento della famiglia; facciamo notare che l’Amministrazione di Chiari preferisce dilapidare almeno 1000 euro al mese per queste collocazioni che sono comunque traumatiche per i componenti della famiglia di Salah, quando avrebbe potuto, con un esborso notevolmente inferiore, reperire un appartamentino  dove tutta la famiglia  avrebbe potuto vivere unita in attesa di tornare autonoma  con il nuovo lavoro; oppure avrebbe potuto pagare, per pochi mesi, l’affitto di 200 euro alla Parrocchia in cambio della sospensione dello sfratto.