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I seminatori d’odio lanciano bombe carta contro le casette, dove vivono anche anziani e un bambino piccolo.

Grave attacco alle Casette occupate di via Gatti a #Brescia nella notte tra sabato 10 e domenica 11 febbraio. Di seguito il comunicato diffuso dall’Associazione Diritti per tutti e dal Movimento di lotta per la casa di Brescia per denunciare e raccontare quanto accaduto. In allegato le foto dei danni provacati dalla doppia esplosione. (Nella notte tra ieri e oggi, invece, sono state incendiate 4 automobili al campo Sinti di via Orzinuovi. Sui  social e sul  sito web di Radio onda d’ urto troverete tutti gli aggiornamenti).

“Nella tarda serata di sabato sono state lanciate due bombe carta contro le Casette occupate di via Gatti, in particolare contro il terzo ed il primo prefabbricato. Le esplosioni hanno causato lievi danni e per fortuna nessun ferito ma il fatto è molto grave: si è trattato di un attacco vile e chi l’ha compiuto si è introdotto nella notte dentro il corridoio della prima casetta, facendo scoppiare il piccolo ordigno fuori dalle stanze dove vivono un’anziana donna italiana ultra sessantacinquenne, Rosanna, una famiglia con un bambino di pochi anni e altri due senza casa italiani. Anche l’esplosione contro la terza casetta ha provocato molto spavento ad Alfio, un cardiopatico italiano con altri gravi problemi di salute. Chi sono i vigliacchi responsabili di questo gesto, scappati appena gli occupanti sono stati svegliati dallo scoppio? Non siamo in grado di dirlo con certezza ma possiamo collegare certamente questo attacco al clima xenofobo che ha portato al raid razzista di Macerata ed è stato fomentato in città dalla manifestazione fascista per le Foibe che si è svolta sabato sera a Brescia (in città nel primo pomeriggio c’è stato invece un grande corteo antifascista). Tra l’altro in un bar nei pressi di Piazza Loggia, sempre sabato, un gruppo di una dozzina di fascisti aveva attuato una provocazione contro due compagne e due compagni verso le ore 18,30. I responsabili di questo attacco, che tra l’altro ha colpito principalmente anziani italiani senza casa, sono da individuare sicuramente tra i sostenitori dello slogan “Prima gli italiani”, tra i fomentatori dell’ odio contro i migranti e i “traditori italiani della Patria”. E’ inutile e superfluo ribadire che questi tentativi di intimidazione non ci spaventeranno: anzi, rafforzeranno la mobilitazione antifascista e la lotta che insieme, italiani e migranti, stiamo praticando da anni per garantire a tutte le vittime della crisi capitalistica il diritto alla casa e alla soddisfazione dei bisogni primari, respingendo le logiche della contrapposizione e della “guerra tra poveri” che, dividendo i lavoratori, favoriscono solamente gli interessi degli sfruttatori e di chi intende mantenere i propri privilegi sociali ai danni della maggioranza della popolazione”.

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