Campagna d’autunno “Stop agli sfratti” azione nr 12 e 13: picchetto a Trenzano e invasione assemblea ACB

Prosegue senza tregua la campagna “Stop agli sfratti”. Oggi due azioni: questa mattina un picchetto all’insegna della parola d’ordine “Oggi non buttate in strada nessuno” ha bloccato l’esecuzione di uno sfratto nel feudo leghista di Trenzano dove rischiava di finire per strada una famiglia con tre bambini. Nel pomeriggio invece una cinquantina di attivisti dell’Associazione Diritti per tutti e del Comitato provinciale contro gli sfratti ha invaso ed occupatol’aula magna dell’Istituto Artigianelli di Via Piamarta 6 a Brescia dove si svolgeva l’assemblea dell’ACB, l’Associazione comuni bresciani; dopo aver ottenuto un intervento ed esposto le proprie rivendicazioni gli attivisti se ne sono andati tranquillamente, chiedendo all’assemblea di  discutere le proposte avanzate in merito all’emergenza sfratti. Di seguito vi proponiamo il testo del volantino distribuito ai sindaci ed agli amministratori presenti:

CAMPAGNA D’AUTUNNO “STOP AGLI SFRATTI ” -AZIONE NR 13

 

L’ASSOCIAZIONE COMUNI BRESCIANI DEVE PRENDERE UNA POSIZIONE FERMA SULL’EMERGENZA SFRATTI

 

Gli Amministratori della Provincia di Brescia conoscono la gravissima e drammatica emergenza sfratti (1945 sfratti nel 2011 nella nostra provincia per morosità incolpevole e quest’anno è ancora peggio;  oltre all’11° posto della provincia di BS nella classifica sul rapporto tra provvedimenti di sfratto emessi e numero delle famiglie residenti, prima di Milano, Napoli ecc); emergenza che coinvolge tantissime famiglie, molto spesso con figli minori. Noi pensiamo che i Comuni non possano limitarsi a lamentare la mancanza di risorse, i tagli e l’impossibilità economica di far fronte con le proprie casse a questo terremoto sociale, soprattutto quando devono farsi carico per obbligo di legge dei bambini e delle madri, pagando costose rette per collocarli in strutture di accoglienza e in comunità: i Comuni devono prendere una posizione forte, devono agire!

Chiediamo quindi all’Associazione Comuni Bresciani di:

  1. pretendere dalla Prefettura una moratoria-sospensione temporanea degli sfratti almeno a livello locale (come fatto dal Comitato per l’ordine e la sicurezza e dalla Prefttura di Firenze) in attesa di un analogo provvedimento governativo che potrebbe essere deciso a fine anno
  2. richiedere al governo la moratoria-sospensione degli sfratti a livello nazionale come peraltro già richiesto da una mozione approvata all’unanimità dal consiglio regionale della Lombardia il 15 marzo 2011
  3. pretendere lo stanziamento di un fondo a livello provinciale per il contenimento degli sfratti come fatto nel Comune di Brescia estendendo alla provincia il protocollo del suddetto progetto.
  4. pretendere l’acquisizione dei prefabbricati che erano utilizzati dagli operai della metropolitana a Brescia e che, con una spesa di poche migliaia di euro per una cucina da campo, potrebbero diventare un centro temporaneo di emergenza abitativo per i “terremotati sociali della crisi”, vittime della morosità incolpevole, senza dividere le famiglie e senza dilapidare risorse pubbliche per collocare madri e figli minori in strutture molto costose.
  5. Richiedere la requisizione  o l’acquisizione tramite convenzioni degli edifici vuoti  delle società, degli enti, delle banche, delle immobiliari e dei grandi proprietari per metterli a disposizione delle famiglie sfrattate e del progetto contenimento sfratti, cominciando con le ex caserme, con  ex cliniche o ospedali inutilizzati o con altre strutture individuate.

 

PER CONTRASTARE IL TERREMOTO SOCIALE SFRATTI NON SERVONO PAROLE, LAMENTI E TENTENNAMENTI, OCCORRONO PROVVEDIMENTI URGENTI E STRAORDINARI.