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Ricomincia la settimana con 3 picchetti antisfratto a Brescia e Nave.

Due famiglie italiane ed una originaria del Bangladesh, tutte e tre con bambini piccoli, restano in casa grazie ai picchetti dell’Associazione Diritti per tutti e del Magazzino 47 di questa mattina. In città a Brescia in via Corsica e in via Sant’Antonio si tratta di morosità causata dalla mancanza di reddito, a Nave invece di uno sfratto conseguente ad una causa giudiziaria sull’eredità di una nonna che viveva con la nipote a cui non è stato riconosciuto nulla. Tutte le esecuzioni sono state rinviate verso la fine di ottobre.

Mariateresa, il figlio e l’ anziana madre restano in casa!

venerdì 23-9 Picchetto di Diritti per tutti e Magazzino 47 per bloccare lo sfratto questa mattina a Brescia in via Corfù ai danni di una donna italiana che vive col figlio e con l’anziana madre novantenne. Mariateresa era titolare di una piccola impresa famigliare di pulizia che con la crisi ha perso gli appalti ed è fallita. L’esecuzione è stata rinviata al prossimo 7 novembre.

All’ombra della Torre Tintoretto non passa l’ufficiale giudiziario!

IMG-20160922-WA0003Giovedì 22 settembre – L’emergenza sfratti nel bresciano non è terminata nonostante secondo i dati ufficiali il numero delle sentenze di sfratto diminuisca: lo dimostrano le 405 azioni e picchetti per il diritto alla casa che Diritti per tutti, Magazzino 47 e Collettivo gardesano autonomo hanno svolto nel periodo agosto 2015-agosto 2016 e lo dimostrano i fatti di questi  giorni: 12 sfratti bloccati da lunedì ad oggi.

Oggi un picchetto contro uno sfratto richiesto dall’Aler in via Jacopo Robusti 88 a Brescia (quartiere San Polo) è stato bloccato da attiviste e attivisti, che hanno poi tenuto una conferenza stampa per presentare i dati sull’emergenza sfratti, proporre soluzioni alternative e denunciare la presenza di tanti alloggi Aler tenuti vuoti a fronte di una graduatoria che vede centinaia di famiglie aventi diritto attendere l’assegnazione di una casa popolare. Solo nella schiera di alloggi Aler dal nr 50 al nr.88 di via Robusti ci sono ben 8 abitazioni sfitte e abbandonate e quel tratto di via  è all’ombra della Torre Tintoretto con i suoi 195 appartamenti vuoti che rappresentano lo scandalo di Brescia

Poker di sfratti bloccati anche stamattina nel bresciano.

Altro poker di sfratti bloccati da Diritti per tutti e Magazzino 47 questa mattina nel bresciano: sono già 12 nei primi 3 giorni della settimana. Stamattina due esecuzioni erano previste nella bassa occidentale a Castrezzato e Castelcovati, contro famiglie con minori di un operaio senegalese e di un muratore marocchino che hanno perso il lavoro; le altre due erano fissate a Marone contro una famiglia con bambini di origine marocchina e a Castenedolo. In quest’ultimo comune era ancora l’Aler che invece di diminuire l’affitto voleva sfrattare una donna senegalese con due figlie di 18 e 15 anni. La più piccola ha seri problemi di salute. La madre lavora solo due ore al giorno in una casa di riposo. Tutti gli sfratti sono stati bloccati.

L’ufficiale giudiziario non passa neanche oggi il muro popolare a Orzinuovi e a Brescia.

Le urla della moglie di Bachir sono arrivate all’improvviso, quando dalla finestra ha visto arrivare il maggiore dei carabinieri di Verolanuova: a stento le altre donne presenti in casa sono riuscite a calmarla. Secondo lei e’ stato quell’ufficiale a chiedere al tribunale dei minori un controllo sui figli della famiglia di origine marocchina, in Italia da quasi 20 anni, che abita in una casa Aler a Coniolo di Orzinuovi. La psicologa incaricata dal Tribunale non ha trovato nulla di anomalo: i bambini, dai 12 ai 3 anni, stanno bene, frequentano regolarmente la scuola media, elementare e dell’infanzia e non presentano alcun disagio. La colpa dei genitori è solo quella di essere vittima della crisi: Bachir è un muratore e nell’edilizia sono centinaia le imprese fallite nella nostra provincia che hano licenziato. Senza lavoro è impossibile pagare un canone “moderato” di 400 euro, in una palazzina degradata in aperta campagna, dove tra l’altro quattro appartamenti sono sfitti da tempo. I carabinieri e la polizia locale (14 in tutto) più volte hanno intimato al muro popolare di Diritti per tutti e del Magazzino 47 di farsi da parte per permettere l’esecuzione. Alla risposta negativa hanno minacciato denunce e altri provvedimenti repressivi. Alla fine hanno dovuto lasciare il campo: rinvio al 14 febbraio 2017. Sarà così possibile fare una domanda di assegnazione di un appartamento Aler ma a canone sociale. Contemporaneamente a Brescia, altre decine di attivisti ed attiviste bloccavano 3 sfratti in viale Piave e a Sant’Eufemia.

Picchetti nel quartiere di Chiesanuova a Brescia, Ashraf e la sua famiglia ottengono la casa popolare.

Picchetti antisfratto del Movimento di lotta per la casa nel quartiere Chiesanuova di Brescia, tre esecuzioni bloccate mentre per la famiglia dell’operaio egiziano Ashraf, del rione Lamarmora, si apre la porta di una casa popolare. Rinvii al 24 ottobre invece per il muratore pachistano Khan di via Sicilia che non lavora più da dicembre 2015, con moglie e tre figli e per l’operaio marocchino Jamal che vive con la moglie e tre bambini, tra cui una neonata, e la cognata in via Teramo; solo recentemente l’uomo ha ricominciato a lavorare con contratti precari. Rinviata l’esecuzione anche per la famiglia di via Genova, al 18 ottobre. Attivisti e attiviste di Diritti per tutti e Magazzino 47 si preparano ora per la resistenza di domani a Orzinuovi contro l’Aler che vuole sfrattare la famiglia di un muratore marocchino che ha perso il lavoro invece che trasferirlo da una casa a canone moderato in una a canone sociale. Sempre domani anche altri due picchetti si svolgeranno a Brescia in viale Piave e via Benedetto Marcello.

Altri 10 sfratti bloccati in due giorni nel bresciano!

15 settembre – Sei sfratti bloccati questa mattina a Brescia, Lonato e Caino da decine di attivisti dell’Associazione Diritti per tutti, Magazzino 47 e Collettivo gardesano autonomo. Sei famiglie di operai che hannp perso il lavoro e di un macellaio, con bambini, restano in casa fino a quando non ci sarà una sistemazione abitativa alternativa. Per El Mostapha con le due figlie di Via Basiletti è ormai vicina l assegnazione di un alloggio Aler, per le famiglie di via Filatoio a Lonato si andrà al tavolo in Prefettura mentre per quella di Via Villa Mattina a Caino e via Raffaello a Brescia la lotta è solo all’inizio. Un pensiero, di dolore, rabbia e solidarietà, dai picchetti antisfratto bresciani va al lavoratore della logistica ucciso durante un picchetto alla Gls di Piacenza.

16 settembre – Anche oggi picchetti di Diritti per tutti e Magazzino 47 e sfratti bloccati nel bresciano, a Brescia e a San Gervasio. In città, in via D ‘Azeglio, restano in casa le due famiglie di muratori di origine pachistane che avevano acquistato l’abitazione prima di essere licenziati e di non riuscir più a pagare le rate sale mutuo. La loro casa è stata pignorata dalla banca e venduta all’asta. Ci sono 6 bambini. Nella bassa bresciana lo sfratto per morosità incolpevole riguarda invece un operaio di origine senegalese con moglie e figli piccoli. A Botticino Sera rinvio anche per una donna pachistana, ex operaia, rimasta sola e senza stipendio.

 La settimana del Movimento di lotta per la casa di Brescia è terminata ieri pomeriggio a Gavardo con il picchetto del Collettivo gardesano autonomo e Diritti per tutti che ha impedito lo sfratto di Owusu, sua moglie e bambini. Lunedì si ricomincia con 4 esecuzioni da bloccare. Alle ore 20 assemblea antisfratto al Magazzino 47 per programmare i picchetti della settimana prossima.

Fontanone bene comune: camminata e merenda contro il regolamento xenofobo.

In tanti e tante al Parco del Fontanone a Castel Mella non hanno rispettato l’assurdo e xenofobo divieto per i non residenti (immigrati) di frequentare l’area pic nic attrezzata. Circa 15o persone hanno preso parte all’iniziativa, alcune decine i residenti gli altri principalmente da Brescia. Ha partecipato alla camminata e merenda al Parco organizzata dalla lista locale di opposizione alla giunta leghista ,”Castel Mella bene comune”,  anche un folto gruppo di attivisti e attiviste, migranti e non, dell Associazione Diritti per tutti e del Magazzino 47.

Ritornata a pieno ritmo la pratica di lotta dei picchetti antisfratto nel bresciano.

Già a fine agosto sono ricominciati i picchetti antisfratto che nel mese di settembre sono tornati praticamente quotidiani. Di seguito la cronaca delle ultime tre settimane:

23 agosto – Ricominciano i picchetti antisfratto nel bresciano di Diritti per tutti e Magazzino 47: bloccata l esecuzione contro una donna di origine indiana con due bambini in via Milano, in città.

26 agosto – Altri due sfratti bloccati dai picchetti di Diritti per tutti e Magazzino 47 in questi ultimi giorni di agosto: l’altroieri impedita l esecuzione richiesta da una società immobiliare contro la famiglia di Mounaim con moglie e una bambina di 3 anni a Castelmella, mentre stamattina niente sfratto per Mollah, sua moglie e i tre bambini a Brescia in via Corsica. I due, uno addetto alla sicurezza nei locali e l altro gestore di una pizzeria d asporto non riescono a pagare gli affitti per la diminuzione drastica del reddito e sono in attesa di una casa popolare. Rinvii a ottobre e a fine settembre.

29 agosto – Roberto resta in casa. Picchetto questa mattina nel quartiere Urago a Brescia di Diritti per tutti e Magazzino 47 per bloccare lo sfratto di Roberto, invalido con una grave patologia. Il proprietario aveva rifiutato il progetto contenimento sfratto proposto dal Comune. Rinvio al 17 ottobre.

2 settembre -Stamattina a #Prevalle il Collettivo gardasano autonomo è entrato in azione insieme all’Associazione Diritti per Tutti per difendere la famiglia di Mounia dal rischio di esecuzione dello sfratto! Un quinto accesso per un nucleo famigliare composto da due genitori e due bambine. Padre e madre fanno piccoli lavoretti in nero che però non li permettono un reddito sufficiente per riuscire ad affittare una nuova casa. Non sono mancate tensioni con la presenza di carabinieri e polizia locale, che hanno fatto pressione affinché la famiglia lasciasse l’immobile. Una situazione peggiorata dalle provocazioni dell’avvocato della proprietà, che come nei picchetti precedenti ha alzato inutilmente la tensione. Tuttavia la presenza determinata del picchetto, composto da una dozzina di persone, ha sventato il tentativo di sfratto, ottenendo un rinvio al 4 ottobre. La giornata non finisce qui perché oggi pomeriggio saremo a #Lonato per denunciare l’assenza di politiche giovanili e di spazi nel comune!

5 settembre – Molte decine di attivisti e attiviste di Diritti per tutti e Magazzino 47 hanno bloccato oggi ben 11 sfratti: 5 picchetti ci sono stati a #Brescia in via Malta, via del Carro, via Porcellaga, via Da Cemmo e via Mazzucchelli, dove erano ben 6 le esecuzioni fissate in un caseggiato popolare della Congrega. Il sesto picchetto a #Gussago. Comincia così un settembre di fuoco della lotta contro gli sfratti.

Undici sfratti bloccati su 11 previsti questa mattina a Brescia e Gussago. Per i 6 di via Mazzucchelli si prospetta l’imminente assegnazione di un alloggio Aler per 5 famiglie. Rinvio per tutti a dicembre. Restano in casa anche gli altri in via Malta, Via del Carro, Via Porcellaga a Brescia e a Gussago. Si ricomincia l anno di opposizione agli sfratti riconfermando una capillare ed incisiva capacità di mobilitazione come decine e decine di attivisti-e di Diritti per tutti e Magazzino 47 in campo. Anche in zona Garda-Valsabbia di è già ricominciata la lotta con il picchetto del Collettivo gardesano autonomo a Prevalle dei giorni scorsi. Stasera alle ore 20 al Magazzino 47 si programmano e si calendarizzano i picchetti della settimana.

6 settembre – In azione anche stamattina il picchetto solidale di Diritti per tutti e Magazzino 47 che ha bloccato l’esecuzione di un pignoramento contro la famiglia di Lekbir a Bagnolo Mella, nella bassa bresciana. L’operaio, che vive con la moglie e 3 bambini fra cui un neonato, aveva comprato casa col mutuo, poi con la crisi e la perdita del lavoro c’è stato il pignoramento e la vendita all’asta. Il picchetto ha conquistato un nuovo rinvio a dicembre.

7 settembre – Stop pignoramenti. Anche questa mattina un picchetto solidale di Diritti per tutti e Magazzino 47 ha bloccato uno sfratto in via Lamarmora contro Fante, un operaio che aveva comprato l’abitazione col mutuo ed era stato poi licenziato, restando così senza reddito per pagare la rate. La casa così è stata pignorata dalla banca e messa all’asta. L’esecuzione, bloccata, è stata rinviata al 7 novembre.

La telefonata arriva al centralino di Radio onda d’urto. Dall’altra parte della cornetta la voce spaventata di Fathia: “Venite subito, mi fanno lo sfratto, l’ufficiale giudiziario e l’avvocata sono già in casa, adesso chiamano i carabinieri.”. Ma come? L’accesso a Rezzato, nella casa dove abita la donna di origini marocchine con il figlio adolescente e minorenne, era fissato per domani ed era già programmato il picchetto! Ci sono pochi minuti per intervenire. Subito il messaggio viene diramato via whatsapp agli attivisti e attiviste di Diritti per tutti e Magazzino 47 e poi l’appello tramite radio: accorrete immediatamente in via Giordano 7 nel comune dell’hinterland est di Brescia. All’arrivo i primi attivisti trovano già i carabinieri nell’abitazione e la proprietà, una società immobiliare, decisa ad eseguire lo sfratto. Hanno già avvisato il comune che a breve arriverà una donna ed un minorenne ai quali dare assistenza .Fathia infatti, solo da pochi mesi ha ritrovato un posto di lavoro come addetta alle pulizie, nonostante la sua invalidità; poche ore alla settimana però, insufficienti a garantirle un reddito con cui poter pagare un affitto di mercato: prende 350 euro circa, che se ne vanno tutti per il mantenimento, suo e del figlio. Ma in circa 20 minuti il piccolo appartamento è già pieno di solidali. Si chiarisce la situazione: c’era stata un’incomprensione con l’ufficiale giudiziario sulla data del rinvio e per oggi la proprietà aveva richiesto il supporto delle forze dell’ordine per eseguire lo sfratto. La presenza di alcune decine di attivisti, occupanti, inquilini resistenti rende impossibile l’esecuzione che viene così nuovamente prorogata all’ 8 novembre. Il Movimento di lotta per la casa di Brescia riconferma così una buona capacità di mobilitazione tempestiva, di pronto intervento antisfratto; le lacrime sul volto di Fathia si trasformano in un sorriso di speranza.

9 settembre – La settimana di lotta contro gli sfratti nel bresciano si chiude positivamente con 4 rinvii che preludono all’assegnazione di una casa popolare per alcune famiglie dell’assemblea di Diritti per tutti e Magazzino 47. Ieri a Capriolo ottenuto il rinvio al 4 ottobre per la numerosa famiglia dell’operaio El Mustapha (moglie e 6 bambini). Oggi in via Volta a Brescia rinvio fino al 30 gennaio col contenimento sfratti, mentre per gli operai John Kennedy e Ali Zulfiqar che avevano lo sfratto in via Oberdan e in via Trento è stato l’ultimo accesso dell’ufficiale giudiziario perché è imminente la consegna delle chiavi di appartamenti Aler. Domenica anche le famiglie di occupanti e inquilini resistenti saranno alle ore 17 a Castelmella in Piazza Unità d’Italia per partecipare alla camminata contro il regolamento discriminatorio e xenofobo del Parco del Fontanone.

12 settembre – Picchetto di Diritti per tutti e Magazzino 47 a Brescia in via Chiusure in difesa della famiglia di Rachid, con moglie e figlio di due anni, che ha perso il lavoro fisso ed ora ha solo qualche ora settimanale come addetti alla sicurezza in alcuni locali. Sfratti rinviato anche per la famiglia di Hicham, con moglie e tre bambini, in via Casotti.

No all’apartheid, nemmeno al parco del Fontanone (Castel Mella)

Nelle scorse settimane l’amministrazione leghista di Castel Mella ha deliberato che persino un parco può essere trasformato in una frontiera chiusa, vietata al movimento dello “straniero”. Così, dal 25 luglio scorso chi non è residente a Castel Mella non può più accedere liberamente al parco comunale del Fontanone, ad un luogo per definizione pubblico e di tutti.

Il Comune di Castel Mella, per voce del sindaco Guarneri, ha chiarito quale sia la “ratio”, il senso, del nuovo regolamento del parco. Non è il caso di allarmarsi – ha detto il sindaco– perché il regolamento verrà applicato con discrezione, senza esagerare.
Senza esagerare, però verrà applicato in via preferenziale contro gli immigrati, ha specificato Guarneri in un eccesso di sincerità. Insomma, l’intento sostanziale è scoraggiare o impedire la libera frequentazione del parco da parte di una categoria sociale che, si sa, è troppo rumorosa e troppo poco decorosa.

Siamo contro la chiusura delle frontiere, la discriminazione, l’apartheid. I dispositivi di esclusione a volte sono fatti di eserciti e filo spinato, altre volte solo di leggi o di delibere, altre ancora di atti soprattutto simbolici, che le delimitazioni le creano in primo luogo nell’immaginario e nel senso comune.

Il razzismo è una macchina per produrre discriminazione e sfruttamento per tutti/e, oltre che ricche carriere politiche per i soliti sciacalli in camicia verde o nera.

domenica 11 settembre, Castel Mella, piazza Unità d’Italia, ore 17
manifestazione fino al parco del Fontanone e poi festa al parco
noi ci siamo!

Per la partenza da Brescia appuntamento ore 16 davanti al centro sociale Magazzino 47, via industriale 10.