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#apriteiporti

Brescia, 12 giugno 2018, presidio davanti alla Prefettura. Per l’apertura dei porti ai e alle migranti, per la libertà di movimento. Per l’accoglienza degna, la solidarietà, i diritti universali e il mutuo soccorso tra esseri umani. Contro il razzismo istituzionale e di governo. Proposto nell’arco di poche ore da Rete NO CPR, CS Magazzino 47 e Associazione Diritti per Tutti il presidio, poi diventato corteo per le vie cittadine, ha visto la partecipazione di centinaia di persone, di migranti, di varie realtà politiche e associative del territorio.

 

Il ministro della Paura Matteo Salvini e i suoi complici a 5stelle chiudono i porti italiani alle navi delle ONG con a bordo le persone soccorse nel Mediterraneo. Il governo, a quanto sembra, ha deciso che solo le navi militari possano di quando in quando portare a terra in Italia una parte dell’umanità in mare sfuggita al controllo della guardia costiera libica. Non le ONG, perché per i ministri pentaleghisti le azioni di solidarietà delle ONG verso i migranti alla deriva sono eccessive, un abuso, una sorta di reato.
Del resto, per lo stesso motivo, anche il governo Gentiloni e l’ex ministro degli Interni Minniti la scorsa estate avevano imposto il noto codice di condotta alle ONG, proprio per limitarne l’operatività nel Mediterraneo.

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Sfratti bloccati a Brescia e Roncadelle. L’emergenza non è finita!

15 marzo – Altri due sfratti bloccati questa mattina da Diritti per tutti: a Brescia in via Oberdan un picchetto ha ottenuto un ulteriore rinvio dell’esecuzione contro James che, dopo aver lavorato per 17 anni come addetto alla sicurezza con una cooperativa, ha perso il lavoro e non ha più potuto pagare l’affitto. A Roncadelle invece due mesi di tempo per traslocare in una nuova casa per Vivian e suo fratello: la donna, che lavorava solo due ore al giorno facendo le pulizie in una casa di riposo, ha trovato una nuova occupazione a stipendio pieno come assistente famigliare di un’anziana

Conclusa l’occupazione dell’Albergo Alabarda: ottenute sistemazioni alternative per tutti gli occupanti

Si è conclusa l’occupazione dell’Albergo Alabarda ma per tutti è stata ottenuta una sistemazione non peggiorativa rispetto alle condizioni esistenti nell’ex hotel e per alcuni nuclei si apre la strada dell’assegnazione di una casa popolare. Anche in questo caso, dopo due anni e 9 mesi di occupazione, la lotta ha pagato!

L’hotel Alabarda che nel corso degli anni ha iniziato anche a presentare gravi problematiche di degrado della struttura era stato liberato da persone ed effetti personali dal pomeriggio di martedì 6 marzo. Tutte e tutti hanno già quindi un nuovo tetto e sono stati già ricollocati.  Il movimento di lotta per la casa di aveva dichiarato che non avrebbe accettato alcuno sgombero in assenza di sistemazioni abitative alternative almeno non peggiorative rispetto a quelle garantite dall’occupazione; l’assessore , e lo staff dell’ufficio casa, avevano annunciato che nessuno sarebbe finito in strada e così è stato. Nella mattina del 7 marzo le forze dell’ordine hanno accompagnato la proprietà a riprendere il possesso dell’immobile ponendo i sigilli allo stabile come disposto dal magistrato.

L’hotel Alabarda era stato occupato il 29 maggio del 2015 dall’Associazione , e Collettivo Gardesano Autonomo: il Movimento di lotta per la casa aveva preso l’impegno con gli occupanti di trovare loro una soluzione collettiva che non lasciasse nessuno senza casa. Ora famiglie e singoli si trovano in situazioni anche migliori rispetto a quelle dell’hotel. Per due nuclei famigliari si apre inoltre il percorso per l’assegnazione di una casa popolare.

Già 4 picchetti dall’inizio del mese: stop sfratti e pignoramenti

1 marzo – Douha resta in casa con suo figlio di 4 anni in attesa dell’ assegnazione di una casa popolare. Dopo la separazione e con un lavoro di addetta alle pulizie per tre ore al giorno (busta paga di 350 euro al mese) non può più sostenere un affitto di 430 euro. Diritti per tutti ha bloccato l’esecuzione rinviata al 12 luglio

6 marzo – Due iniziative contro gli sfratti stamattina nel bresciano di Diritti per tutti e Magazzino 47: a Nave picchetto contro lo sfratto per morosità a una donna con figlio minorenne e studente. Rahma, questo il suo nome, lavora poche ore come addetta alle pulizie e non riesce più a pagare l’affitto. Esecuzione bloccata e rinviata al 24 maggio. A Brescia invece è stata impedita la visita dell’Istituto vendite giudiziarie ad una casa in via dei Mille che è stata pignorata e destinata ad essere venduta all’ asta.

8 marzo – Prosegue la campagna Stop pignoramenti. Questa mattina picchetto a Brescia in via Mercantini, nel quartiere popolare e interculturale di Fiumicello, contro lo sfratto in una casa pignorata e venduta all’asta.

Gli attentati fascisti non fermano la lotta per la casa!

Dopo aver partecipato alle due giornate di mobilitazione antifascista e antirazzista come risposta immediata all’incendio della Libreria del Centro sociale Magazzino 47 nella notte tra giovedì e venerdì 23 febbraio, gli attivisti del Movimento di lotta per la casa di Brescia  proseguono la loro attività praticamente quotidiana in difesa delle famiglie sotto sfratto, delle vittime dei pignoramento e degli occupanti per necessità.

26  febbraio – Gli attentati fascisti non fermano la lotta per la casa: anche stamattina, insieme e uniti, attivisti italiani e di origine migrante di Diritti per tutti e Magazzino 47 hanno bloccato uno sfratto in via Milano a qualche centinaio di metri dal centro sociale attaccato pochi giorni fa. Resta in casa una famiglia con papà di provenienza marocchina, la mamma rumena ed il bimbo di 6 anni nato a Brescia, purtroppo con alcuni problemi di salute.

27 febbraio – Trattativa in Prefettura per tre famiglie sotto sfratto: Castelcovati, Flero e Gussago. Rinvii a ottobre e agosto per i primi due casi; per il terzo nuovo incontro il prossimo 15 marzo.

Grande giornata di lotta: 5 picchetti con circa 80 persone

Un’ altra campale mobilitazione contro gli sfratti si è svolta questa mattina in provincia di Brescia con cinque picchetti e molte decine di attivisti e attiviste del Movimento di lotta per la casa di Brescia in azione. La situazione più tesa a Castelcovati dove sono intervenuti i carabinieri per eseguire lo sfratto, sventato dalla numerosa presenza al picchetto: la famiglia composta da 7 persone tornerà in Prefettura per una difficile trattativa con la sindaca leghista; l’ex muratore (che ha perso lavoro per la crisi e si è visto pignorare la casa conprata col mutuo), ha un’ottima posizione per l’assegnazione di un alloggio Aler ma gli viene detto che non ci sono appartamenti grandi per la sua famiglia numerosa. Altri due picchetti a Brescia in via Oberdan, un uomo solo rimasto disoccupato, e in via Rovigo dove c’è un’ altra famiglia con 4 bambini; infine gli ultimi due blocchi a Odolo, una donna abbandonata dal marito, e a Orzinuovi dove c’è invece una famiglia con una ragazza neomaggiorenne. I picchetti si sono sciolti dandosi l’appuntamento alla mobilitazione antifascista e antirazzista di sabato, al mattino al Carmine contro Forza nuova e al pomeriggio al corteo contro gli attacchi al campo sinti e alle Casette occupate.

Le bombe carta razziste non fermano la lotta: continuano i picchetti

14 febbraio – Due anziani coniugi italiani di 83 anni, Arcangelo e Maria, la moglie invalida al 100%: la casa dove vivono, intestata al figlio è stata pignorata dalle banche e venduta all’asta dopo che la sua piccola attività imprenditoriale è andata male per la crisi e non ha più potuto pagare il mutuo. Castel Mella, comune della provincia bresciana governato dalla Lega Nord.
Chi c’ era stamattina a difendere questa anziana coppia dall’ufficiale giudiziario arrivato per sbatterli fuori? Le formazioni politiche che sostengono il principio “Prima gli italiani”? Gli amministratori leghisti? Brescia ai bresciani? No, c’erano uomini e donne, italiani e migranti, sfrattati e attivisti dell’Associazione Diritti per tutti; c’erano gli occupanti delle Casette colpiti sabato sera dall’ attacco razzista. C’erano le persone che difendono un diritto universale, quello alla casa, che deve essere affermato per tutti, indipendentemente dal colore della pelle. Questa è la risposta a chi vuole dividere, a chi vuole la guerra tra poveri, a chi vuole seminare odio, a chi cerca di spaventare con le bombe carta.
Lo sfratto è stato bloccato e rinviato al 3 maggio. Anche in quell’occasione Arcangelo e Maria non saranno lasciati soli.

15 febbraio – Anche nella giornata della festa del patrono di Brescia, San Faustino, l’ufficiale giudiziario ha bussato alla porta di un appartamento in un caseggiato popolare in via Fratelli Bonardi trovando ad aspettarlo un picchetto dell’ Associazione Diritti per tutti che ha bloccato lo sfratto. La famiglia di Mohammed resta in casa, rinvio al 10 maggio. Un altro picchetto invece a Orzinuovi ha impedito l’esecuzione dello sfratto di una famiglia con bambini che abita in una casa pignorata, per mancato pagamento del mutuo, e venduta all’ asta.

I seminatori d’odio lanciano bombe carta contro le casette, dove vivono anche anziani e un bambino piccolo.

Grave attacco alle Casette occupate di via Gatti a #Brescia nella notte tra sabato 10 e domenica 11 febbraio. Di seguito il comunicato diffuso dall’Associazione Diritti per tutti e dal Movimento di lotta per la casa di Brescia per denunciare e raccontare quanto accaduto. In allegato le foto dei danni provacati dalla doppia esplosione. (Nella notte tra ieri e oggi, invece, sono state incendiate 4 automobili al campo Sinti di via Orzinuovi. Sui  social e sul  sito web di Radio onda d’ urto troverete tutti gli aggiornamenti).

“Nella tarda serata di sabato sono state lanciate due bombe carta contro le Casette occupate di via Gatti, in particolare contro il terzo ed il primo prefabbricato. Le esplosioni hanno causato lievi danni e per fortuna nessun ferito ma il fatto è molto grave: si è trattato di un attacco vile e chi l’ha compiuto si è introdotto nella notte dentro il corridoio della prima casetta, facendo scoppiare il piccolo ordigno fuori dalle stanze dove vivono un’anziana donna italiana ultra sessantacinquenne, Rosanna, una famiglia con un bambino di pochi anni e altri due senza casa italiani. Anche l’esplosione contro la terza casetta ha provocato molto spavento ad Alfio, un cardiopatico italiano con altri gravi problemi di salute. Chi sono i vigliacchi responsabili di questo gesto, scappati appena gli occupanti sono stati svegliati dallo scoppio? Non siamo in grado di dirlo con certezza ma possiamo collegare certamente questo attacco al clima xenofobo che ha portato al raid razzista di Macerata ed è stato fomentato in città dalla manifestazione fascista per le Foibe che si è svolta sabato sera a Brescia (in città nel primo pomeriggio c’è stato invece un grande corteo antifascista). Tra l’altro in un bar nei pressi di Piazza Loggia, sempre sabato, un gruppo di una dozzina di fascisti aveva attuato una provocazione contro due compagne e due compagni verso le ore 18,30. I responsabili di questo attacco, che tra l’altro ha colpito principalmente anziani italiani senza casa, sono da individuare sicuramente tra i sostenitori dello slogan “Prima gli italiani”, tra i fomentatori dell’ odio contro i migranti e i “traditori italiani della Patria”. E’ inutile e superfluo ribadire che questi tentativi di intimidazione non ci spaventeranno: anzi, rafforzeranno la mobilitazione antifascista e la lotta che insieme, italiani e migranti, stiamo praticando da anni per garantire a tutte le vittime della crisi capitalistica il diritto alla casa e alla soddisfazione dei bisogni primari, respingendo le logiche della contrapposizione e della “guerra tra poveri” che, dividendo i lavoratori, favoriscono solamente gli interessi degli sfruttatori e di chi intende mantenere i propri privilegi sociali ai danni della maggioranza della popolazione”.

Altri 7 sfratti bloccati a Brescia e provincia: nessuno finisce in strada!

23 gennaio -Questa mattina a #Nuvolera abbiamo difeso la famiglia di Ibrahim, padre coniugato di due bambini. Per diversi anni hanno pagato l’affitto, fino a quando Ibrahim ha perso il lavoro di muratore a seguito della crisi.
Tramite il comune riesce a lavorare poche ore al mese, insufficienti per riuscire a mantenere la famiglia e sostenere un affitto. Rinvio di 4 mesi in vista di un tavolo tecnico in Prefettura.
Inoltre l’Associazione Diritti per Tutti è intervenuta anche a #Brescia in via Rose 24 per difendere una famiglia senegalese con marito e un figlio invalidi al 100%
A causa della malattia il padre ha perso il lavoro. Rinvio di 6 mesi. Sfratto bloccato anche a #RodengoSaiano per un italiano invalido disoccupato con bambino. Rinvio al 22 marzo.

25 gennaio – Un’altra importante giornata di lotta per il diritto all’abitare a Brescia e provincia: due sfratti risolti dopo i picchetti con il passaggio in una casa popolare, uno cancellato ed un rinvio al 19 aprile. Nel quartiere popolare del Carmine un partecipato picchetto ha bloccata un’altra esecuzione contro Mariana con suo figlio quindicenne e la nonna: il suo appartamento è stato acquistato all’asta dopo il pignoramento per non aver pagato le rate del mutuo; era rimasta senza lavoro e l’ex marito non passava gli alimenti.In via Rose invece è arrivata lalettera di assegnazione di un alloggio Aler per Mariagrazia, per sua figlia Katiusha e la nipote Elisabetta; nella stessa via ma nel caseggiato della Congrega è stato cancellato lo sfratto per Ezio; infine a Castelcovati bloccato il pignoramento di una casa venduta all’asta del muratore El Bahi con moglie e tre figli.

5 febbraio – Picchetto di Diritti per tutti e Magazzino 47 questa mattina a Brescia in via Rodi per difendere dallo sfratto la famiglia di Mouhssine, con 2 bambini. Ottenuto un rinvio al 7 giugno.

8 febbraio – Jad e la sua famiglia restano in casa. Questa mattina l’appartamento dove vivono è stato pignorato al proprietario che glielo aveva affittato e venduto all’ asta. Jad e sua moglie hanno 5 figli, due sono ancora bambini; lui ha perso il lavoro fisso e come un figlio ha occupazioni precarie così faticano a trovare un’altra casa
Questa mattino un picchetto di Diritti per tutti ha bloccato lo sfratto, rinviato al prossimo 14 giugno.