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La primavera di lotta contro gli sfratti: 43 picchetti da metà marzo a Brescia e provincia.

12 luglio – Giornata di mobilitazione contro gli sfratti questa mattina in diversi comuni della provincia di Brescia. Diritti per tutti è stata presente con un picchetto a Rudiano a difesa di una famiglia con tre figlie vittima della morosità incolpevole e a Ghedi in via della Vittoria dove l’abitazione di un ex operaio di origine indiana è stata pignorata dalle banche e venduta all’asta. Singh ha perso il lavoro e non ha più potuto pagare il mutuo; ora è invalido certificato per gravi problemi cardiaci. L’amministrazione destro-leghista di Ghedi non intende garantire alcuna assistenza nonostante la fragilità per la precaria condizione di salute. Sul Lago di Garda a Desenzano è entrato in azione il Collettivo gardesano autonomo per impedire lo sfratto di Madiha, che lavorava come interprete ed attualmente è disoccupata. In tutti e tre i casi sono stati ottenuti rinvii a settembre e ottobre. Sospensione dello sfratto, previsto per oggi, anche in via Benco 6 a Brescia in attesa del Tavolo in Prefettura e vittoria definitiva in via Cremona 64: dopo i picchetti oggi la signora Torkhani col figlio invece dello sfratto ha ottenuto la casa popolare a San Polo.

10 luglio – Anche stamattina l’Associazione Diritti per tutti ha bloccato uno sfratto contro una famiglia con 3 bambini di 6, 4 e 1 anni in via Cocchetti a Brescia. Il picchetto ha permesso un rinvio al 30 ottobre. Ora il padre ha trovato un nuovo lavoro come addetto alla raccolta rifiuti e con questo rinvio sarà possibile il passaggio da casa a casa.

7 luglio – Un altro picchetto di Diritti per tutti ha impedito questa mattina la visita di alcuni potenziali compratori di una casa all’ asta nel comune di Capriolo. Questa abitazione è abitata dalla famiglia di Brahim con due bambini; il papà l’aveva acquistata accendendo un mutuo quando faceva il muratore ma poi la crisi dell’ edilizia gli ha fatto perdere il lavoro e così non ha più potuto pagare le rate, così la casa è stata ignorata dalle banche. Con questa azione l’Associazione Diritti per tutti vuole ricordare a chi intende comprare appartamenti all’ asta che non si scelgono quelli abitati altrimenti si acquista anche la resistenza allo sfratto!

5 luglio – Brescia. Due folti picchetti di Diritti per tutti stamattina hanno bloccato gli sfratti in Contrada Santa Chiara e in via Corsica. Coinvolte due famiglie con due e tre bambini; in centro l’alloggio è stato dichiarato inagibile dall’ Ats e nell’ altra via il grande proprietario vuole svuotare il condominio per venderlo. Le famiglie non riescono a trovare una nuova abitazione perché in un caso il padre ha contratti di lavoro di due mesi che vengono poi rinnovati a chiamata e nell’ altro è stato licenziato

29 giugno – Farzana e suo figlio non finiscono per strada!
Questa mattina un picchetto di attivisti e attiviste dell’Associazione Diritti per tutti e del CSA Magazzino47 ha impedito l’allontanamento da una struttura di accoglienza di via Gabriele Rosa a #Brescia di una mamma con il suo bambino di 12 anni.
Secondo l’assistente sociale il periodo di permanenza nel centro, durato circa 3 mesi, era terminato e non poteva essere allungato. La donna, di origine pakistana, con una carta di lungo soggiorno, è rimasta vedova e percepisce una pensione di reversibilità di circa 300 euro con cui non può pagare un affitto di mercato. E’ impossibilitata anche a rientrare nel paese di provenienza perchè là non ha più genitori o parenti che possano ospitare lei ed il figlio.
Dopo un colloquio con la responsabile di Casa Ozanam, il centro di accoglienza, l’allontanamento è stato sospeso e il neo assessore ai servizi sociali Fenaroli ha fissato un incontro lunedì prossimo per cercare una soluzione.

21 giugno – Questa mattina a #Montichiari, insieme all’ Associazione Diritti per tutti, siamo intervenuti per difendere la famiglia di Assunta, donna italiana invalida al 70% con a carico la madre 88enne affetta da piena invalidità e il figlio di 19 anni attualmente disoccupato. La famiglia aveva comprato la casa tramite un mutuo, ma a seguito della perdita di lavoro di Assunta l’abitazione è stata pignorata ed è stato emesso lo sfratto. Sul posto si sono presentati i carabinieri che hanno intimidito gli attivisti allo scopo di farli desistere dalla resistenza.
Alla fine si è strappato un rinvio per fine settembre.

14 giugno – Bloccato uno sfratto a Brescia in via San Rocchino. Il picchetto di Diritti per tutti ha difeso Latifa, una donna di origine marocchina in Italia dal 1988 e i suoi due figli, una studentessa di 21 anni e un ragazzino di 13, nati in Italia. La mamma è separata e l’ex marito non fornisce alimenti alla famiglia; con il suo lavoro di sarta in proprio non riesce a mantenere la famiglia e a pagare l’affitto ad una società immobiliare che non ha risposto alla proposta del comune che con il fondo contenimento sfratti è disponibile a pagare l’affitto in cambio di una sospensione dell’ esecuzione.

12 giugno – Daniela resta in casa. Stamattina ad Adro, roccaforte leghista della Franciacorta, dove si predica il concetto: Prima gli italiani, a difendere dallo sfratto questa donna brescianissima rimasta senza lavoro c’era solo un picchetto pluriculturale di Diritti per tutti, per affermare un’altra visione del mondo: Prima i poveri.

7 giugno – Picchetto di Diritti per tutti stamattina a Ghedi in via Circuito sud per bloccare lo sfratto contro la famiglia di Sultan con 3 bambini. Il padre era rimasto disoccupato e non aveva più potuto pagare l’affitto; ora ha ricominciato a lavorare come operaio in una fabbrica e sta cerdando un nuovo alloggio per il passaggio da casa a casa. Ottenuto un rinvio al 2 agosto.

30 maggio – Bloccato stamattina a Concesio lo sfratto contro due fratelli senegalesi che vivono in una casa senza corrente ed in precarie condizioni igienico-sanitarie. Dopo aver perso il lavoro fisso, ora si trovano in difficoltà perché uno è disoccupato e l’altro ha un contratto precario, a chiamata. L’ esecuzione è stata bloccata e rinviata al prossimo 9 agosto.

24 maggio – Cinque sfratti bloccati e rinviati stamattina. Il picchetto più nutrito si è svolto in città, in via Bettole, dove una donna di origine etiope rischiava di essere messa in strada da una immobiliare. Saba fa la parrucchiera, aveva dovuto interrompere la propria attività per la crisi e non ha più potuto pagare l’affitto; ora ha ricominciato a lavorare ma non ha ancora trovato una sistemazione alternativa. Per lei è stato ottenuto un ulteriore rinvio a metà settembre. Bloccato anche lo sfratto in Contrada Santa Chiara contro Mina e i suoi figli di 3 e 5 anni e, sempre in città, rinviato quello richiesto dall’ Aler in via Robusti contro Diagne e la sua famiglia; scelta incomprensibile visto che da mesi hanno ricominciato a pagare l’affitto. In provincia invece sono stati bloccati sfratti a Nuvolera contro la famiglia di Khalifa e a Orzinuovi contro Hassoun e la moglie: il marito ha lavorato 14 anni in una fonderia fino a quando l’azienda è fallita, ora è in graduatoria per una casa popolare ma servirà ancora del tempo per un eventuale assegnazione.

18 maggio – Resta in casa anche Khalifa, con moglie e tre figli, tra cui uno maggiorenne che sta ancora studiando. Il padre ha sempre lavorato come muratore in un’impresa edile fino a quando non è fallita. Il picchetto stamattina a Cologne ha bloccato lo sfratto e ottenuto un rinvio fino a ottobre.

17 maggio – Ennesimo picchetto questa mattina a Brescia in difesa della famiglia di Mahmood , con 5 figli, in via Monte Ortigara. Dopo aver perso il lavoro ed il reddito è rimasto vittima della morosità incolpevole. Ora ha ritrovato un’occupazione in un hotel ma non riesce a stipulare un nuovo contratto di locazione. Sfratto bloccato e ottenuto un rinvio al 26 luglio.

15 maggio – Parvaiz è un operaio pakistano di 62 anni che è stato licenziato quando l’azienda dove lavorava a Castelmella è stata chiusa per fallimento. Stamattina aveva lo sfratto, in via Manzoni a Brescia dove abita con una donna, perché non ha più potuto pagare l’affitto. Un picchetto di solidali e attivisti e attiviste dell’Associazione ha bloccato l’esecuzione e ottenuto un rinvio al 2 agosto.

14 maggio -Bloccato un altro sfratto questa mattina a #Brescia!

Singh, una volta licenziato dalla fonderia dove lavorava non è più riuscito a pagare l’affitto. Ha cercato di avanzare diverse proposte per ridurre momentaneamente il canone all’agenzia immobiliare proprietaria della casa, ma senza alcun risultato.
Singh ora ha trovato un nuovo lavoro, di poche ore al giorno, come agricoltore.
Anche oggi Singh e la sua famiglia non escono di casa!

10 maggio – Un lungo picchetto durato più di 5 ore ha bloccato questa mattina lo sfratto contro una famiglia italiana di San Bartolomeo con tre figli, due bambini 6 e 4 anni ed un neonato di nemmeno due mesi. Mauro ha perso il lavoro dopo aver subìto un infarto e sua moglie lavora in un supermercato. Con il loro reddito attuale, di circa 1000 euro al mese, è impossibile mantenere e far mangiare la famiglia e pagare anche quasi 700 euro di affitto e spese condominiali. Nonostante l’arrivo della polizia si è ottenuto un rinvio al 27 settembre e si riprenderà la trattativa col comune per avere presto una assegnazione di casa popolare.

8 maggio – Picchetto antisfratto questa mattina a Brescia in via Magnocavallo, quartiere Torricella, in difesa della famiglia di Ramadani con moglie e bambini.

3 maggio -Bloccato uno sfratto questa mattina a #Desenzano in via Roma per difendere Madiha. La donna, che vive da sola, ha una promessa di lavoro per il mese di giugno e ha bisogno del tempo sufficiente per sistemarsi con la futura occupazione. Rinvio a metà luglio.

A #Brescia l’Associazione Diritti per Tutti è intervenuta in via Corsica per difendere la famiglia di Leontin, padre coniugato con due bambini. La famiglia ha avuto lo sfratto dopo che Leontin ha perso il lavoro. Da due mesi ha una nuova occupazione lavorativa. Rinvio a settembre.

Vergogna invece a #Montichiari dove una famiglia è stata sfrattata questa mattina. Una madre incinta, il padre e la figlia di otto anni sono stati messi sulla strada SENZA alcun intervento da parte dei servizi sociali. Il nucleo famigliare ci ha contattato disperato dopo l’esecuzione dello sfratto. Affiancheremo la famiglia nel tentare di trovare una soluzione accettabile e di tutela per il nucleo famigliare.

26 aprile -Questo pomeriggio siamo intervenuti a #Manerba con gli attivisti di Diritti per Tutti per difendere la famiglia di Hessalah, madre coniugata con tre figli minorenni.
Gli inquilini erano proprietari della loro casa, per la quale hanno pagato diversi anni di mutuo, finché il marito non ha perso il lavoro a seguito di problemi di salute. Ora il coniuge ha un’invalidità del 60%, tuttavia non è sufficientmente alta per ottenere una pensione di sostegno. A seguito di queste difficoltà la casa è stata pignorata e venduta all’asta. La madre lavora regolarmente come badante ma ha un reddito insufficiente per reperire un nuovo alloggio. Rinvio ai primi di settembre.

Intanto continua la lotta quotidiana agli sfratti nel capoluogo e nel resto della provincia. Questa mattina a #Brescia picchetto di Diritti Per Tutti per difendere Latifa, mamma separata che non riceve alimenti dall’ex marito e che con un lavoro autonomo e precario da sarta mantiene una figlia di 21 anni, frequentante un corso parauniversitario, e un ragazzo di 14 anni, studente della scuola media. Il proprietario è titolare di un immobile, rinvio al 14 giugno.

23 aprile – Diritti per tutti e Magazzino 47 questa mattina hanno bloccato altri due sfratti a Brescia in via San Polo e in via delle Bettole. Nel primo caso era vittima della morosità incolpevole una famiglia con bambini, nel secondo caso una donna di nazionalità francese e origine etiope. Il suo negozio di parrucchiera era fallito ed ora faticosamente ha ripreso l’attività. Rinvio a settembre per la famiglia di Mostapha e a fine maggio per Sahle.

19 aprile – Un picchetto di Diritti per tutti questa mattina a Orzivecchi in via Don Piccinelli ha bloccato lo sfratto ai danni di Leonardo, muratore italiano con moglie e tre figli, che ha perso il posto per il fallimento dell’ impresa edile in cui lavorava.

17 aprile – Due picchetti di Diritti per tutti questa mattina a Brescia e a Concesio per difendere famiglie con bambini dagli sfratti per morosità incolpevole e per pignoramento e messa all’ asta della casa.

12 aprile – Un’intensa giornata di lotta per la casa in quattro comuni della provincia di Brescia è stata sostenuta oggi dalle attiviste e dagli attivisti dell’Associazione Diritti per tutti: 5 equipaggi dei carabinieri sono intervenuti a Odolo per sfrattare una donna sola, abbandonata dal marito, che da qualche mese ha trovato un lavoro part-time in un ristorante. Zineb è stata però difesa da un picchetto di solidali. Dopo un braccio di ferro durato 3 ore la Prefettura ha disposto la sospensione dell’esecuzione per permettere l’intervento dei servizi sociali. A Sarezzo, invece, la famiglia di Ahmed, operaio pachistano del settore rubinetterie, licenziato per la crisi, con 4 figli minori scolarizzati in Valtrompia, resta in casa e conquista un rinvio al 28 giugno in attesa di un nuovo tavolo di trattativa in Prefettura. Paradossale situazione a Clusane di Iseo dove abita una famiglia di origine marocchina, con un bambino: nonostante ieri si fosse raggiunto un accordo con l’avvocato della proprietà per un breve rinvio in modo da permettere il trasloco nella nuova abitazione reperita in seguito alla nuova occupazione lavorativa del padre, il capitano Giovino comandante dei carabinieri di Chiari, con una decina di uomini, ha voluto eseguire lo sfratto; la resistenza della madre e di una attivista dell’Associazione ha permesso di ottenere una collocazione alternativa a spese del comune in attesa di trasferirsi nel nuovo alloggio. Infine nel primo pomeriggio a Brescia, nell’ambito della campagna “Stop pignoramenti” è stata bloccata la visita di potenziali acquirenti ad un’abitazione che è stata pignorata per impossibilità di pagare il mututo e messa all’asta. A chi cercava un facile affare sulla pelle di gente in difficoltà è stato ricordato che se si comprano case abitate dalle vittime della crisi si acquista anche la resistenza allo sfratto.

6 aprile – Diritti per tutti in azione questa mattina a Chiari contro i pignoramenti immobiliari: un picchetto ha impedito ad alcuni potenziali acquirenti la visita ad un appartamento pignorato dalla banca e messo in vendita all’ asta. La famiglia, con un figlio dodicenne, che l’aveva comprato col mutuo dopo la perdita del lavoro del padre nell’ edilizia non ha più potuto pagare le rate. L’azione di stamattina serve a ricordare che non si deve fare sciacallaggio immobiliare, che non si devono comprare le case abitate dalle vittime della crisi, che non si fanno affari sulla pelle delle persone in difficoltà.

5 aprile – Picchetto di Diritti per tutti e Magazzino 47 stamattina a Brescia per bloccare uno sfratto in via Nisida, nei pressi di via Corsica. Ali ha fatto il saldatore in una fabbrica fino a quando l’azienda è fallita e i lavoratori sono stati licenziati. Ora prende solo l’indennità di disoccupazione, insufficiente per pagare l’affitto e mantenere la famiglia, con moglie e tre bambine. La ritardata apertura del bando Aler e la nuova restrittiva legge regionale sull’edilizia residenziale pubblica rende più complessa l’assegnazione di una casa popolare. Quindi per ora si blocca e si attende la riapertura della graduatoria.

27 marzo – Un folto picchetto dell’ Associazione Diritti per tutti ha letteralmente bloccato l’accesso all’ ufficiale giudiziario in uno dei vicoli del Carmine, il quartiere popolare e interculturale del centro storico di Brescia. Maria abita in Vicolo Manzone con la figlia 13enne e con gli anziani genitori. Lavora come addetta alle pulizie ma non prende abbastanza per pagare l’affitto e mantenere i famigliari e così oggi rischiava lo sfratto per morosità incolpevole.

22 marzo – Nel cuore del Carmine, uno dei quartieri popolari e interculturali di Brescia, questa mattina un folto picchetto di Diritti per tutti ha bloccato lo sfratto contro Bah, sua moglie e il bambino di 6 anni. Dopo aver perso il lavoro il padre ora è disoccupato e la moglie lavora come metalmeccanica con contratti precari, prorogati di settimana in settimana. L’esecuzione è stata rinviata al 7 giugno.

21 marzo – Picchetto di Diritti per tutti e Magazzino 47 stamattina a Brescia in via Ferrini per difendere Khadija, i suoi figli ed il nipotino di 6 anni, vittime della morosità incolpevole. Bloccata l’esecuzione e ottenuto il rinvio a giugno. Intanto a Castiglione delle Stiviere il Collettivo Gardesano autonomo bloccava lo sfratto ai danni di una famiglia con invalidità e la presenza di un’anziana. Domani alle 8 picchetto antisfratto al Carmine, in via Fenarolo e a Polpenazze.

#apriteiporti

Brescia, 12 giugno 2018, presidio davanti alla Prefettura. Per l’apertura dei porti ai e alle migranti, per la libertà di movimento. Per l’accoglienza degna, la solidarietà, i diritti universali e il mutuo soccorso tra esseri umani. Contro il razzismo istituzionale e di governo. Proposto nell’arco di poche ore da Rete NO CPR, CS Magazzino 47 e Associazione Diritti per Tutti il presidio, poi diventato corteo per le vie cittadine, ha visto la partecipazione di centinaia di persone, di migranti, di varie realtà politiche e associative del territorio.

 

Il ministro della Paura Matteo Salvini e i suoi complici a 5stelle chiudono i porti italiani alle navi delle ONG con a bordo le persone soccorse nel Mediterraneo. Il governo, a quanto sembra, ha deciso che solo le navi militari possano di quando in quando portare a terra in Italia una parte dell’umanità in mare sfuggita al controllo della guardia costiera libica. Non le ONG, perché per i ministri pentaleghisti le azioni di solidarietà delle ONG verso i migranti alla deriva sono eccessive, un abuso, una sorta di reato.
Del resto, per lo stesso motivo, anche il governo Gentiloni e l’ex ministro degli Interni Minniti la scorsa estate avevano imposto il noto codice di condotta alle ONG, proprio per limitarne l’operatività nel Mediterraneo.

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Sfratti bloccati a Brescia e Roncadelle. L’emergenza non è finita!

15 marzo – Altri due sfratti bloccati questa mattina da Diritti per tutti: a Brescia in via Oberdan un picchetto ha ottenuto un ulteriore rinvio dell’esecuzione contro James che, dopo aver lavorato per 17 anni come addetto alla sicurezza con una cooperativa, ha perso il lavoro e non ha più potuto pagare l’affitto. A Roncadelle invece due mesi di tempo per traslocare in una nuova casa per Vivian e suo fratello: la donna, che lavorava solo due ore al giorno facendo le pulizie in una casa di riposo, ha trovato una nuova occupazione a stipendio pieno come assistente famigliare di un’anziana

Conclusa l’occupazione dell’Albergo Alabarda: ottenute sistemazioni alternative per tutti gli occupanti

Si è conclusa l’occupazione dell’Albergo Alabarda ma per tutti è stata ottenuta una sistemazione non peggiorativa rispetto alle condizioni esistenti nell’ex hotel e per alcuni nuclei si apre la strada dell’assegnazione di una casa popolare. Anche in questo caso, dopo due anni e 9 mesi di occupazione, la lotta ha pagato!

L’hotel Alabarda che nel corso degli anni ha iniziato anche a presentare gravi problematiche di degrado della struttura era stato liberato da persone ed effetti personali dal pomeriggio di martedì 6 marzo. Tutte e tutti hanno già quindi un nuovo tetto e sono stati già ricollocati.  Il movimento di lotta per la casa di aveva dichiarato che non avrebbe accettato alcuno sgombero in assenza di sistemazioni abitative alternative almeno non peggiorative rispetto a quelle garantite dall’occupazione; l’assessore , e lo staff dell’ufficio casa, avevano annunciato che nessuno sarebbe finito in strada e così è stato. Nella mattina del 7 marzo le forze dell’ordine hanno accompagnato la proprietà a riprendere il possesso dell’immobile ponendo i sigilli allo stabile come disposto dal magistrato.

L’hotel Alabarda era stato occupato il 29 maggio del 2015 dall’Associazione , e Collettivo Gardesano Autonomo: il Movimento di lotta per la casa aveva preso l’impegno con gli occupanti di trovare loro una soluzione collettiva che non lasciasse nessuno senza casa. Ora famiglie e singoli si trovano in situazioni anche migliori rispetto a quelle dell’hotel. Per due nuclei famigliari si apre inoltre il percorso per l’assegnazione di una casa popolare.

Già 4 picchetti dall’inizio del mese: stop sfratti e pignoramenti

1 marzo – Douha resta in casa con suo figlio di 4 anni in attesa dell’ assegnazione di una casa popolare. Dopo la separazione e con un lavoro di addetta alle pulizie per tre ore al giorno (busta paga di 350 euro al mese) non può più sostenere un affitto di 430 euro. Diritti per tutti ha bloccato l’esecuzione rinviata al 12 luglio

6 marzo – Due iniziative contro gli sfratti stamattina nel bresciano di Diritti per tutti e Magazzino 47: a Nave picchetto contro lo sfratto per morosità a una donna con figlio minorenne e studente. Rahma, questo il suo nome, lavora poche ore come addetta alle pulizie e non riesce più a pagare l’affitto. Esecuzione bloccata e rinviata al 24 maggio. A Brescia invece è stata impedita la visita dell’Istituto vendite giudiziarie ad una casa in via dei Mille che è stata pignorata e destinata ad essere venduta all’ asta.

8 marzo – Prosegue la campagna Stop pignoramenti. Questa mattina picchetto a Brescia in via Mercantini, nel quartiere popolare e interculturale di Fiumicello, contro lo sfratto in una casa pignorata e venduta all’asta.

Gli attentati fascisti non fermano la lotta per la casa!

Dopo aver partecipato alle due giornate di mobilitazione antifascista e antirazzista come risposta immediata all’incendio della Libreria del Centro sociale Magazzino 47 nella notte tra giovedì e venerdì 23 febbraio, gli attivisti del Movimento di lotta per la casa di Brescia  proseguono la loro attività praticamente quotidiana in difesa delle famiglie sotto sfratto, delle vittime dei pignoramento e degli occupanti per necessità.

26  febbraio – Gli attentati fascisti non fermano la lotta per la casa: anche stamattina, insieme e uniti, attivisti italiani e di origine migrante di Diritti per tutti e Magazzino 47 hanno bloccato uno sfratto in via Milano a qualche centinaio di metri dal centro sociale attaccato pochi giorni fa. Resta in casa una famiglia con papà di provenienza marocchina, la mamma rumena ed il bimbo di 6 anni nato a Brescia, purtroppo con alcuni problemi di salute.

27 febbraio – Trattativa in Prefettura per tre famiglie sotto sfratto: Castelcovati, Flero e Gussago. Rinvii a ottobre e agosto per i primi due casi; per il terzo nuovo incontro il prossimo 15 marzo.

Grande giornata di lotta: 5 picchetti con circa 80 persone

Un’ altra campale mobilitazione contro gli sfratti si è svolta questa mattina in provincia di Brescia con cinque picchetti e molte decine di attivisti e attiviste del Movimento di lotta per la casa di Brescia in azione. La situazione più tesa a Castelcovati dove sono intervenuti i carabinieri per eseguire lo sfratto, sventato dalla numerosa presenza al picchetto: la famiglia composta da 7 persone tornerà in Prefettura per una difficile trattativa con la sindaca leghista; l’ex muratore (che ha perso lavoro per la crisi e si è visto pignorare la casa conprata col mutuo), ha un’ottima posizione per l’assegnazione di un alloggio Aler ma gli viene detto che non ci sono appartamenti grandi per la sua famiglia numerosa. Altri due picchetti a Brescia in via Oberdan, un uomo solo rimasto disoccupato, e in via Rovigo dove c’è un’ altra famiglia con 4 bambini; infine gli ultimi due blocchi a Odolo, una donna abbandonata dal marito, e a Orzinuovi dove c’è invece una famiglia con una ragazza neomaggiorenne. I picchetti si sono sciolti dandosi l’appuntamento alla mobilitazione antifascista e antirazzista di sabato, al mattino al Carmine contro Forza nuova e al pomeriggio al corteo contro gli attacchi al campo sinti e alle Casette occupate.

Le bombe carta razziste non fermano la lotta: continuano i picchetti

14 febbraio – Due anziani coniugi italiani di 83 anni, Arcangelo e Maria, la moglie invalida al 100%: la casa dove vivono, intestata al figlio è stata pignorata dalle banche e venduta all’asta dopo che la sua piccola attività imprenditoriale è andata male per la crisi e non ha più potuto pagare il mutuo. Castel Mella, comune della provincia bresciana governato dalla Lega Nord.
Chi c’ era stamattina a difendere questa anziana coppia dall’ufficiale giudiziario arrivato per sbatterli fuori? Le formazioni politiche che sostengono il principio “Prima gli italiani”? Gli amministratori leghisti? Brescia ai bresciani? No, c’erano uomini e donne, italiani e migranti, sfrattati e attivisti dell’Associazione Diritti per tutti; c’erano gli occupanti delle Casette colpiti sabato sera dall’ attacco razzista. C’erano le persone che difendono un diritto universale, quello alla casa, che deve essere affermato per tutti, indipendentemente dal colore della pelle. Questa è la risposta a chi vuole dividere, a chi vuole la guerra tra poveri, a chi vuole seminare odio, a chi cerca di spaventare con le bombe carta.
Lo sfratto è stato bloccato e rinviato al 3 maggio. Anche in quell’occasione Arcangelo e Maria non saranno lasciati soli.

15 febbraio – Anche nella giornata della festa del patrono di Brescia, San Faustino, l’ufficiale giudiziario ha bussato alla porta di un appartamento in un caseggiato popolare in via Fratelli Bonardi trovando ad aspettarlo un picchetto dell’ Associazione Diritti per tutti che ha bloccato lo sfratto. La famiglia di Mohammed resta in casa, rinvio al 10 maggio. Un altro picchetto invece a Orzinuovi ha impedito l’esecuzione dello sfratto di una famiglia con bambini che abita in una casa pignorata, per mancato pagamento del mutuo, e venduta all’ asta.

I seminatori d’odio lanciano bombe carta contro le casette, dove vivono anche anziani e un bambino piccolo.

Grave attacco alle Casette occupate di via Gatti a #Brescia nella notte tra sabato 10 e domenica 11 febbraio. Di seguito il comunicato diffuso dall’Associazione Diritti per tutti e dal Movimento di lotta per la casa di Brescia per denunciare e raccontare quanto accaduto. In allegato le foto dei danni provacati dalla doppia esplosione. (Nella notte tra ieri e oggi, invece, sono state incendiate 4 automobili al campo Sinti di via Orzinuovi. Sui  social e sul  sito web di Radio onda d’ urto troverete tutti gli aggiornamenti).

“Nella tarda serata di sabato sono state lanciate due bombe carta contro le Casette occupate di via Gatti, in particolare contro il terzo ed il primo prefabbricato. Le esplosioni hanno causato lievi danni e per fortuna nessun ferito ma il fatto è molto grave: si è trattato di un attacco vile e chi l’ha compiuto si è introdotto nella notte dentro il corridoio della prima casetta, facendo scoppiare il piccolo ordigno fuori dalle stanze dove vivono un’anziana donna italiana ultra sessantacinquenne, Rosanna, una famiglia con un bambino di pochi anni e altri due senza casa italiani. Anche l’esplosione contro la terza casetta ha provocato molto spavento ad Alfio, un cardiopatico italiano con altri gravi problemi di salute. Chi sono i vigliacchi responsabili di questo gesto, scappati appena gli occupanti sono stati svegliati dallo scoppio? Non siamo in grado di dirlo con certezza ma possiamo collegare certamente questo attacco al clima xenofobo che ha portato al raid razzista di Macerata ed è stato fomentato in città dalla manifestazione fascista per le Foibe che si è svolta sabato sera a Brescia (in città nel primo pomeriggio c’è stato invece un grande corteo antifascista). Tra l’altro in un bar nei pressi di Piazza Loggia, sempre sabato, un gruppo di una dozzina di fascisti aveva attuato una provocazione contro due compagne e due compagni verso le ore 18,30. I responsabili di questo attacco, che tra l’altro ha colpito principalmente anziani italiani senza casa, sono da individuare sicuramente tra i sostenitori dello slogan “Prima gli italiani”, tra i fomentatori dell’ odio contro i migranti e i “traditori italiani della Patria”. E’ inutile e superfluo ribadire che questi tentativi di intimidazione non ci spaventeranno: anzi, rafforzeranno la mobilitazione antifascista e la lotta che insieme, italiani e migranti, stiamo praticando da anni per garantire a tutte le vittime della crisi capitalistica il diritto alla casa e alla soddisfazione dei bisogni primari, respingendo le logiche della contrapposizione e della “guerra tra poveri” che, dividendo i lavoratori, favoriscono solamente gli interessi degli sfruttatori e di chi intende mantenere i propri privilegi sociali ai danni della maggioranza della popolazione”.