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Per l’accoglienza degna e la libertà di movimento

21 gennaio ’17 ore 14.30 – largo Formentone – Brescia

partecipa alla marcia anche l’Associazione Diritti per Tutti

STOP WAR, NOT PEOPLE! PRIMA I POVERI!

Per ingresso legale e sicuro, accoglienza degna, permessi di soggiorno europei per tutt* subito. Per libertà di movimento, diritti sociali, casa, reddito, welfare per tutt*.
Basta razzismo istituzionale, Regolamento Dublino, legge Bossi-Fini. No CIE e deportazioni. No lavoro gratuito per ottenere il permesso di soggiorno. Continue reading Per l’accoglienza degna e la libertà di movimento

Refugees welcome

circolo di Radio Onda d’Urto (via Battaglie 29, Brescia) 21/01/2017   h 18 – 20
Incontro di benvenuto e socialità   Réunion d’accueil et de socialité   Welcome ad socialization meeting
non mancare   rendez-vous    don’t miss

Denunciati per aver riportato la vita in un teatro di morte. Novità sull’occupazione di via Ugolini a Brescia.

COMUNICATO PER LA CONFERENZA STAMPA

Il 13 febbraio scorso l’Associazione Diritti per tutti, il centro sociale Magazzino 47 ed il Collettivo gardesano autonomo hanno occupato la cosiddetta “Villetta dell’orrore” dell’omicidio dei coniugi Donegani per trasformarla da macabro teatro di morte in luogo di vita e di speranza. Quell’abitazione, di proprietà del sig. Donegani e passata al demanio, per l’assenza di eredi, solo dopo l’occupazione, era stata infatti condannata ad un inesorabile degrado, abbandonata per 11 anni ad un progressivo deterioramento, associata ad immagini di violenza e di sangue, senza che le istituzioni si preoccupassero minimamente del suo destino, senza che la riqualificassero e la riutilizzassero. Per quell’azione, per aver recuperato un bene comune, ora sono arrivati gli avvisi di conclusione delle indagini preliminari contro 8 attivisti e attiviste delle tre realtà promotrici dell’occupazione, denunciati perchè “invadevano arbitrariamente, al fine di occuparlo” l’alloggio. Un’assurda iniziativa repressiva che si somma ad altre decine di denunce contro il Movimento di lotta per la casa.

La casa era stata pulita, tinteggiata, risistemata, tornata ad essere una normale abitazione ed era poi stata da noi consegnata ad una famiglia di origine ghanese in Italia da circa 20 anni con tre figli piccoli nati e scolarizzati nella nostra città; una famiglia che aveva perso il reddito a causa del licenziamento per crisi del padre e che, diventata vittima della morosità incolpevole, era stata sfrattata nonostante avesse diritto ad una casa popolare. La ripristinata “normalità” dell’ intera abitazione ha creato anche le condizioni perchè l’appartamento al piano superiore tornasse ad essere appetibile e venisse comprato la primavera scorsa dopo che per anni le precedenti aste erano andate deserte: a quella successiva alla nostra occupazione invece si sono presentati 3 acquirenti per contendersi l’alloggio.

Da un paio di mesi la famiglia occupante si è trasferita in una casa popolare dell’Aler che finalmente è stata loro assegnata, ma l’occupazione permane al contrario di quanto riportato in alcuni articoli della stampa. Attualmente non vi abita nessuno in quanto A2A ha tagliato la fornitura di energia elettrica in applicazione dell’ignobile art.5 del Piano Casa del governo Renzi che impedisce gli allacciamenti delle utenze di acqua, luce e gas nelle occupazioni. Una sostanziale novità è che pochi giorni fa l’ufficio casa del Comune di Brescia, in sede di trattativa sfratti in Prefettura, ha comunicato che nelle prossime settimane dovrebbe completarsi il passaggio dell’appartamento di via Ugolini dalla proprietà demaniale a quella comunale: in tal caso siamo disponibili a concordare il rilascio dell’abitazione previa assicurazione del fatto che questa venga subito utilizzata per l’emergenza abitativa e che non sia nuovamente abbandonata al degrado. Se ciò non avvenisse, a gennaio riprenderemo le azioni di mobilitazione e di pressione nei confronti di A2A affinche’ a nostre spese ripristini la fornitura di energia elettrica per poi poter “assegnare dal basso” l’appartamento a qualche famiglia bisognosa, italiana o immigrata, impedendo che un altro edificio pubblico resti inutilizzato in una città dove già ci sono troppe case senza persone e troppe persone senza casa.

Associazione Diritti per tutti, Csa Magazzino 47, Collettivo gardesano autonomo.

La mini-moratoria sfratti regge, ma non basta assolutamente!

La mini-sospensione degli sfratti per il periodo natalizio (assolutamente troppo breve e del tutto insufficiente anche solo per mitigare questa drammatica emergenza sociale) per ora viene rispettata senza problemi. Venerdì scorso due sfratti a Brescia in via Pietro da Cemmo ed in via Sabotino, entrambi ai danni di due donne di origini ghanesi con figlie minori, sono stati rinviati a fine gennaio. Questa mattina proroga anche per due esecuzioni in città in vicolo dell’ Angelo ed in via Fenarolo (due famiglie di operai licenziati con bambini, provenienti da Marocco e Ghana) mentre dopo una difficile trattativa si è giunti ad un accordo in Prefettura per le due famiglie pachistane di Saleem e Ali con 7 figli che avevano comprato un appartamento col mutuo quando lavoravano in fabbrica e che se lo sono visti pignorare dalla banca e mettere in vendita all’asta quando non hanno più potuto pagare le rate. Per loro ci sarà una sistemazione in un alloggio di emergenza in attesa di un’assegnazione di una casa popolare per Salem che ha trovato una nuova occupazione come corriere nella logistica e di un passaggio verso un’altra casa per Ali che lavora precariamente come muratore.

Assemblea popolare sulla Torre Tintoretto: no alla demolizione!

15 dicembre – La sala conferenze della casa delle Associazioni di San Polo a Brescia era gremita per l’assemblea popolare sulla Torre Tintoretto. Tantissime persone hanno partecipato all’ iniziativa promossa dal Movimento di lotta per la casa per discutere le alternative all’ipotesi di demolizione dei 195 appartamenti Aler. Molti interventi hanno ribadito il bisogno di case popolari e non di housing sociale e la necessità di una riqualificazione dell’ immobile e non dell’ abbattimento. Sono intervenuti gli architetti Marco Frusca e Claudio Buizza, i consiglieri comunali Laura Gamba ( Mov5stelle), Donatella Albini (Lista Al lavoro con Brescia), Marco Pozzi (Pd) e l’ex assessore alla casa Claudio Bragaglio. Le case popolari vanno assegnate e non distrutte e privatizzate!

Inizia la mini-moratoria natalizia degli sfratti: non basta un mese!

15 dicembre – Questa mattina sono stati rinviati uno sfratto a Capriolo ed uno sgombero a Dello in provincia di Brescia. Gli attivisti dell’Associazione Diritti per tutti si sono limitati a monitorare la situazione per verificare che la mini-moratoria degli sfratti decisa dal Comitato per l’ordine e la sicurezza per il periodo 15 dicembre-15 gennaio venisse rispettata. In entrambi i casi si sono ottenuti rinvii senza problemi: a Capriolo in Franciacorta per Fatima con la sua famiglia ed i genitori (in tutto 8 persone tra cui 4 minori) c’è stata una sospensione dell’esecuzione fino al 19 gennaio e le forze dell’ordine non si sono presentate. A Dello, la situazione è più complessa perchè nella casa di proprietà dell’Aler la famiglia, con due bambini piccolissimi, è considerata occupante senza titolo: qui, dove un gruppo di attivisti è arrivato per sicurezza, si sono fatti vedere i carabinieri con il personale Aler ma hanno comunicato un rinvio al 16 febbraio. La sospensione degli sfratti quindi viene rispettata ma è troppo breve e insufficiente: deve essere prorogata fino a quando non si riesce a garantire il passaggio da casa a casa delle famiglie sfrattate. Questa sera ci sarà una importante assemblea a Brescia, alla Casa delle Associazioni in via Cimabue 16 nel quartiere di San Polo, sul futuro dei 195 appartamenti della Torre Tintoretto di proprietà dell’Aler: quegli alloggi non devono essere distrutti ma riaperti subito!

Altri 5 sfratti bloccati, dal 15 la mini-moratoria insufficiente.

9 dicembre – La famiglia di Owosu, padre coniugato con 3 bambini, rimane a casa. Dopo avere pagato 14 anni di affitto i genitori hanno perso il lavoro e non sono più riusciti a pagare. Come negli altri casi di sfratto non è garantita la tutela dell’intero nucleo famigliare e per ora non è prospettata nessuna soluzione dal comune di Gavardo. Questa mattina il Collettivo gardesano autonomo e l’Associazione Diritti per tutti hanno bloccato il quarto accesso e ottenuto un rinvio fino a febbraio, in attesa del tavolo in Prefettura.

12 dicembre – Due sfratti bloccati questa mattina dai picchetti di Diritti per tutti e Magazzino 47 a Brescia. Due famiglie, vittime della crisi, con bambini restano in casa in via Grazie e in via Mejo Voltolina fino a quando non avranno una alternativa abitativa

13 dicembre – Sfratti bloccati anche stamattina in provincia di Brescia: in azione attivisti dell Associazione Diritti per tutti e Magazzino 47 a Ospitaletto in difesa della famiglia di Ahmed, operaio metalmeccanico licenziato due anni fa, con moglie e due bambini di 9 e 5 anni. Esecuzione prorogata al 31 gennaio. A Torbole in via Marconi invece il rinvio è stato al 18 gennaio per una donna con due bambini piccoli. Intanto dal 15 dicembre per un mese, fino al 15 gennaio, scatterà in provincia di Brescia la mini-moratoria natalizia degli sfratti: non sarà concessa dalla Prefettura il supporto di polizia e carabinieri per l’esecuzione degli sfratti. Un provvedimento che il Movimento di lotta per la casa di Brescia – composto dalle realtà quotidianamente impegnate nella pratica dei picchetti, cioè Associazione Diritti per tutti, Magazzino 47 e Collettivo gardesano autonomo – giudica del tutto insufficiente per fronteggiare l’emergenza sfratti ancora drammaticamente attuale nella provincia di Brescia con quasi 2000 nuovi casi all’anno. A questo proposito le suddette realtà richiedono invece una moratoria annuale e provvedimenti politici in grado di garantire a tutte le famiglie sfrattate il passaggio da casa a casa, anche attraverso l’assegnazione dei 195 appartamenti vuoti della Torre Tintoretto e la requisizione degli alloggi sfitti delle grandi proprietà immobiliari private o delle banche.

Sull’accoglienza alla ex Serini

emergenza-migrantiL’arrivo dei richiedenti asilo alla ex caserma Serini a Montichiari non comporta alcun rischio per gli abitanti della zona.
Non causa nulla che possa giustificare la negazione del diritto basilare, che appartiene dalla nascita a qualsiasi persona,
di fuggire da guerre e povertà estrema, di ricevere accoglienza, di muoversi per cercare un’esistenza vivibile, dignitosa, migliore.

I soliti imprenditori della paura contro l’altro, quelli che sull’odio razziale costruiscono per se’ facili consensi elettorali e lucrose carriere politiche, ovviamente proclamano il contrario. Per loro nel territorio di Montichiari, devastato da discariche e produzioni inquinanti, dalla logica del profitto per pochi a costo anche della vita per tutti gli altri, il grave pericolo da eliminare sono i profughi alla ex Serini. Così come l’ingiustizia intollerabile sono i 2,5 euro al giorno dati ai profughi, non il fatto che in Italia il 10% più ricco della popolazione (industriali, manager, banchieri…) si accaparra e sottrae al reddito e ai servizi sociali per tutti/e (case, ospedali, scuola, trasporti pubblici…) oltre la metà della ricchezza enorme che tutti e tutte produciamo, immigrati regolari e irregolari compresi.

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Niente sfratto a Roncadelle, sospensione a Botticino e passaggio da casa a casa a Paratico.

Carabinieri e polizia locale di Roncadelle, nell’hinterland di Brescia, per sfrattare questa mattina una donna moldava e la figlia studentessa alle superiori. La madre lavora poche ore al giorno come addetta alle pulizie e non riesce a pagare l’affitto. L’intervento di alcuni attivisti dell’Associazione Diritti per tutti ha bloccato l esecuzione che è stata rinviata al 20 gennaio. A Botticino invece è stata ottenuta un’altra lunga sospensione dello sfratto per una famiglia con bambini e risoluzione del problema a Paratico dove Daniela passerà da casa a casa ed oggi ha avuto una proroga per fare il trasloco.

Sfratti bloccati nella periferia est di Brescia.

Due sfratti bloccati questa mattina nella periferia est della città di Brescia. Picchetti di Diritti per tutti e Magazzino 47 hanno difeso due famiglie, con bambini, di operai che hanno perso il lavoro in via Sant’Orsola e in viale Piave. Entrambi gli sfratti sono stati rinviati a fine gennaio.