Lingua

Arabi English Espanol Francais Italiano

Picchetti anche stamattina contro sfratti a Brescia in via Milano e a Roncadelle

Altri due sfratti sono stati bloccati questa mattina a Brescia e a Roncadelle dagli attivisti e attiviste di Diritti per tutti : in città in via Milano 97 un picchetto si è opposto all’ ufficiale giudiziario in difesa della famiglia di Taha, con due bambini tra cui uno invalido. Nel comune dell’ hinterland invece rischiava di essere cacciata in strada Vivian, una donna sola che ha perso il lavoro a tempo pieno ed ora ha ritrovato un posto come addetta alle pulizie solo il fine settimana. A Rezzato infine si è ottenuto un rinvio tecnico per permettere a Fathia e a suo figlio 18enne di trasferirsi in un’altra abitazione.

Le famiglie di Aurora e di Ghulam non escono: bloccati due sfratti stamattina a Brescia.

L’emergenza sfratti a Brescia non è finita, nonostante le sentenze siano diminuite nel corso di questi ultimi due anni. Picchetti stamattina in città in via Volta 7 e al Carmine in via Rua Sovera. Nel primo caso attivisti e attiviste di Diritti per tutti hanno difeso la famiglia di Ghulam, con moglie e 4 bambini di 7, 4, 2 anni e neonati di 7 mesi. Il padre ha perso il lavoro ed ora sta facendo l’autista ma solo poche ore il mattino, impegnato nella consegna dei pasti alle mense scolastiche. Il suo sfratto è stato bloccato e rinviato al 7 dicembre per avere il tempo di ottenere l’assegnazione di un alloggio Aler per cui è in graduatoria. Al Carmine invece è stato ottenuto il rinvio per Aurora, il suo compagno e la sorella invalida al 100% e su sedia a rotelle: per loro si prospetta il passaggio a breve in una casa popolare idonea ad ospitare una persona con disabilita’. Domani picchetto a Roncadelle mentre questa sera all’ assemblea settimanale al Magazzino 47 si preparerà il presidio contro sfratti e pignoramenti per giovedì alle 14,30 davanti all’Istituto vendite giudiziarie in via Fura a Brescia.

Settembre di lotta per la casa: ricominciano i picchetti antisfratto

4 settembre – Dopo la brevissima tregua di ferragosto ricominciano i picchetti antisfratto in provincia di Brescia. Questa mattina in città attivisti di Diritti per tutti bloccano uno sfratto contro una famiglia di origine senegalese con tre bambini, due gemelline e un neonato. Domani altri due picchetti in provincia a San Paolo e a Ghedi.

5 settembre -Altri due picchetti anche stamattina in provincia di Brescia con gli attivisti dell’ Associazione Diritti per tutti che hanno bloccato sfratti a Ghedi in via circuito Sud contro la famiglia di Beizaku e a San Paolo in via Marconi 6 contro quella di Ivana. Entrambi i nuclei, vittime della morosità incolpevole, hanno bambini piccoli.

Cas di via Bocchi: sospese dal Tribunale le espulsioni punitive della Prefettura

Il Tribunale sospende il provvedimento prefettizio di revoca dell‘accoglienza a tre richiedenti asilo che avevano denunciato pubblicamente la pessima gestione del Cas di via Bocchi.

Il 19 agosto la sezione di Brescia del Tar della Lombardia, accogliendo un ricorso urgente presentato dall’avvocato Massimo Gilardoni, ha emanato tre decreti sospensivi che ordinano il reintegro nell’accoglienza dei richiedenti asilo, due gambiani e un senegalese, che l’8 agosto scorso la Prefettura aveva espulso dal Centro di Accoglienza Straordinaria gestito a Brescia, in via Bocchi, dalla cooperativa Ekopra di Bovezzo.
Il decreto prefettizio dell’8 agosto, chiesto da Ekopra e firmato dal Viceprefetto Vicario Salvatore Pasquariello, revocava le misure di accoglienza (in pratica l’ospitalità in tutte le strutture del sistema di accoglienza e i servizi di supporto connessi) a Dierra Saniag, Modou Bah, Issa Camara, guarda caso proprio i tre richiedenti asilo che verso fine luglio avevano reso pubblica denuncia delle pessime condizioni di accoglienza nel Cas di via Bocchi: una situazione conclamata di sovraffollamento e gravi carenze nell’erogazione dei servizi formativi, sanitari e legali che l’ente gestore dovrebbe garantire.
Continue reading Cas di via Bocchi: sospese dal Tribunale le espulsioni punitive della Prefettura

INCONTRO DIBATTITO SABATO 26 AGOSTO

alla FESTA DI RADIO ONDA D’URTO, ORE 19

IN CARCERE PERCHÉ SI È MIGRANTI: A MONTICHIARI UN
CENTRO DI PERMANENZA PER IL RIMPATRIO

Ne discutiamo con: Fausto Fenaroli (Naga Milano), Livio Neri (ASGI), Sara Prestianni (Ufficio Immigrazione Arci Nazionale), Stefano Bleggi (Progetto MeltingPot Europa)

Continue reading INCONTRO DIBATTITO SABATO 26 AGOSTO

Obbligo di omertà per i richiedenti asilo

Grave provvedimento punitivo della Prefettura e della Cooperativa Ekopra contro tre profughi del Centro di Accoglienza Straordinaria di via Bocchi a Brescia. La colpa dei tre è aver denunciato pubblicamente le pessime condizioni di accoglienza.

Dell’ormai noto Centro di Accoglienza Straordinaria (CAS) di via Bocchi a Brescia, gestito dalla Cooperativa Ekopra di Bovezzo con appalto assegnato dalla Prefettura, i media locali avevano iniziato a parlare un anno fa, nell’agosto 2016, quando la Lega Nord aveva preso a pretesto proprio l’apertura di questa struttura per lanciare l’ennesimo allarme contro l’“invasione degli immigrati clandestini”.
Peraltro in quell’occasione il Sindaco di Brescia, del Partito Democratico, si schierò di fatto dalla parte dei leghisti. O meglio, usò i loro stessi argomenti per alzare ancora di più i toni: arrivò a dichiarare che la decisione della Prefettura di sistemare a Brescia altri profughi nel nuovo Cas rappresentava “una ferita” inferta ai rapporti tra le istituzioni, in una città già oberata, a dire di Del Bono, da un numero di richiedenti asilo eccessivamente elevato… benché nella realtà di molto inferiore allo zero virgola percentuale del numero dei residenti. Continue reading Obbligo di omertà per i richiedenti asilo

9-26 AGOSTO DIRITTI PER TUTTI ALLA FESTA DI RADIO ONDA URTO

dal 9 al 26 agosto l’Associazione Diritti per Tutti gestirà lo stand kebab 559253_10150964067511300_999475175_n
presso la festa di Radio Onda d’Urto in Via Serenissima

Sostieni le lotte contro il razzismo, passa a trovarci!

sabato 26 agosto h 19.00 spazio Patchanka
“In carcere perché si è migranti: a Montichiari un Centro di Permanenza per il Rimpatrio”
Ne discutiamo con Fausto Fenaroli (Naga MIlano), Livio Neri (ASGI), Sara Prestianni (Ufficio Immigrazione Arci Nazionale), Stefano Bleggi (Progetto Melting Pot Europa)

tutte le info qui

Presidio serale di protesta contro il fermo di tre migranti senza permesso, poi rilasciati

Un presidio spontaneo  si è radunato ieri sera verso le 21,45 davanti alla questura di Brescia e si è poi concluso all’ una di notte, quando tutti e tre i migranti senegalesi fermati dentro ad un ristorante della zona di piazza Repubblica sono stati rilasciati. Cherif e Momar, due occupanti dell’ Hotel di via Corsica, hanno potuto così riabbracciare compagni-e e amici-che, mentre il terzo migrante ha ritrovato la propria moglie e le loro due bambine. Tutti erano stati fermati, col rischio espulsione o trattenimento nei Cie, durante controlli in zona stazione, perché sprovvisti del permesso di soggiorno che hanno perso dopo tanti anni di lavoro e permanenza in Italia a causa della legge Bossi- Fini, in quanto a causa della crisi non hanno più un contratto di lavoro. Al presidio per chiederne la liberazione, convocato con un veloce tam-tam telefonico e sui social dal Magazzino 47 e dall’Associazione Diritti per tutti e rilanciato da esponenti della comunità senegalese, hanno partecipato anche diversi migranti provenienti dal paese africani tra cui rappresentanti e il presidente dell’Associazione senegalesi di Brescia e provincia. A mezzanotte, dopo il rilascio dei tre fermati, si è svolta davanti all’ingresso della questura una breve assemblea in cui è stata rilanciata la campagna di mobilitazione contro la realizzazione di un CPR (centro per i rimpatri) all’ex caserma Serini di Montichiari: prossimo appuntamento la Festa di Radio onda d’urto dal 9 agosto, facendo riferimento allo stand kebab dell’Associazione Diritti per tutti ed in particolare al dibattito sul Cpr del 26 agosto, per preparare le iniziative e la grande manifestazione del prossimo autunno.

Tre sfratti a Botticino, Leno e Castelcovati ma nessuno finisce in strada.

3 agosto -Stamattina erano previsti tre sfratti contro Giorgio a Botticino e le famiglie con bambini di Saadia a Leno e Mohammed a Castelcovati. Nessuno è finito in strada: Giorgio, ex artigiano con pensione sociale grazie ai picchetti di Diritti per tutti e Magazzino 47 ha ottenuto l’aiuto del comune e trovato una nuova abitazione; passaggio da casa a casa in un alloggio comunale anche per Saadia che sta già traslocando e rinvio a fine settembre per Mohammed in attesa della casa popolare.

RUDIANO: SGOMBERO VIOLENTO E IRREGOLARE DA PARTE DI UN PESCECANE DELLE ASTE

Con un‘azione violenta e del tutto irregolare, i rappresentanti di una SRL hanno sgomberato una famiglia a Rudiano, con due bambini piccolissimi, uno di tre anni e un neonato di 50 giorni, da una casa pignorata che avevano comprato all’asta, ma dove ancora abitavano i vecchi proprietari. La ditta in questione, la Mrc srl di Orzinuovi, viale Piave nr 27 (un’impresa di cui non si trova traccia in rete, con capitale sociale di 30mila euro…), pare tra l’altro che stia acquistando diversi alloggi all’asta con operazioni di speculazione senza scrupoli. Il fatto è avvenuto sabato scorso a Rudiano: senza alcun preavviso il rappresentante della ditta, con alcuni suoi uomini, si è presentato davanti alla casa dove viveva Abdelkrim e famigliari e  ha demolito a mazzate la porta, spaventando e minacciando i presenti che sono fuggiti; stessa sorte è toccata all’alloggio di fianco, dove viveva un’altra famiglia pignorata; di seguito ha murato l’intero pianerottolo montando una nuova porta blindata. Questo sgombero violento è stato effettuato senza la presenza di ufficiale giudiziario né di funzionari dell’Istituto vendite giudiziarie, si configura quindi come assolutamente irregolare. Ancora da capire il ruolo di una pattuglia di carabinieri che si è presentata successivamente ma non ha impedito che i responsabili di quest’azione illegale portassero a termine la propria opera. Abdelkrim è un muratore ed aveva acceso il mutuo che ha pagato per 15 anni prima di essere licenziato a causa della crisi dell’edilizia. Ora lavora saltuariamente quando lo chiamano. Trovatisi in strada, sono andati in comune ma i servizi sociali hanno loro offerto 48 ore di assistenza in un albergo. Lunedì sera Abdelkrim e i suoi sono andati all’assemblea antisfratti al Magazzino 47 e l’ ha effettuato già nella mattinata seguente una pressione sulle autorità perchè venisse trovata una sistemazione alla famiglia, anche in considerazione della presenza di minori fragili nel nucleo. Ieri Abdelkrim, sua moglie e bambini sono entrati in comune per rimanervi fino a quando l’amministrazione non ha deciso di collocarli in un altro albergo. Questa mattina l’ ha riaccompagnato Abdelkrim ai servizi sociali, annunciando iniziative di mobilitazione nel comune se non fosse emersa una soluzione dignitosa: al termine della trattativa è stato ottenuto che la famiglia venga collocata in un alloggio di emergenza in paese. Resta il gravissimo episodio dello sgombero violento e tra l’altro irregolare che è espressione della tracotanza di alcuni di questi pescecani delle aste immobiliari.