Lingua

Arabi English Espanol Francais Italiano

Già 11 sfratti bloccati a Brescia e provincia dall’inizio dell’anno.

10 gennaio – Stop pignoramenti. Un picchetto di Diritti per tutti ha bloccato questa mattina a Ghedi in via della Vittoria l’esecuzione di un pignoramento contro un lavoratore di origine indiana che aveva acquistato l’abitazione per la propria famiglia, moglie e due bambini, accendendo un mutuo. A seguito del suo licenziamento l’uomo non ha più potuto pagare le rate e la sua casa è stata pignorata dalla banca e venduta all’asta. Il picchetto ha impedito all’ufficiale giudiziario di buttarli in strada e lo sfratto è stato rinviato al 17 maggio. Domani ci sarà una mobilitazione generale per bloccare 4 sfratti, per due dei quali la Prefettura ha concesso il supporto delle forze dell’ordine: i picchetti saranno a Brescia in via Oberdan 6-c, a San Zeno in via Diaz 80, a Nave in via Pineta 63 e a Odolo.

11 gennaio – Mentre attivisti e attiviste No tav, del Collettivo gardesano autonomo e del Magazzino 47 bloccavano il lavoro di una trivella a Calcinato, impegnata nei lavori preliminari per la costruzione dell’ inutile, devastante e costosissima tav Brescia-Verona, picchetti dell’ Associazione Diritti per tutti con molte decine di partecipanti impedivano l’esecuzione di 4 sfratti contro famiglie con minori a Brescia, Nave, San Zeno e Odolo. Vogliamo una sola grande opera: casa, reddito e ambiente salubre per tutti.

16 gennaio – Si è aperta questa mattina una nuova impegnativa settimana di lotta contro gli sfratti nel bresciano : a Gussago un picchetto di Diritti per tutti ha bloccato l‘esecuzione ai danni di una famiglia di origine srilankese con due bambini, il cui padre lavora come custode. Altri 5 sfratti sono previsti nei prossimi 3 giorni.

18 gennaio – Fatima, Icaro e Zhor, tre donne sole con figli che oggi rischiavano di finire per strada, resteranno in casa grazie ai picchetti di Diritti per tutti. Tutte e tre lavorano, come colf o badanti, ma per un certo periodo hanno perso il lavoro e hanno così ricevuto lo sfratto non riuscendo a pagare l’affitto. Per due situazioni si cercherà di ottenere l’intervento del Comune con il progetto contenimento sfratti mentre nel terzo caso si dovrà costringere l’Aler a permettere a Fatima di riprendere il pagamento del canone nella casa popolare dove vive da 12 anni con i suoi 3 figli, un sedicenne, un bambino di 11 e una bimba di 9 nati e scolarizzati a Brescia.

19 gennaio – Termina l’intensa settimana di lotta contro gli sfratti nella città di Brescia con un altro picchetto di Diritti per tutti, il quinto da lunedi, per difendere una famiglia con 4 bambini in via Benco. Sfratto rinviato per 6 mesi con la proprietà disponibile ad aderire ai progetti contenimento sfratti del Comune.

22 gennaio – Un folto picchetto dell’ Associazione Diritti per tutti ha bloccato stamattina uno sfratto contro una donna senegalese e i suoi due figli, una ragazza di 20 anni e uno studente quindicenne. Fatou ha lavorato per circa 15 anni in una fabbrica metalmeccanica a Gussago, alle porte di Brescia, fino alla crisi. Nel 2013 è stata licenziata e non è più riuscita a pagare l’affitto della sua casa popolare all’ Aler che, invece di abbassare il canone, dopo pochi mesi di morosità l’ha portato a 500 euro. Ora ha frequentato il corso di formazione per badanti e la figlia ha cominciato un periodo di prova in un bar; si aprirà quindi una trattativa per ottenere un canone proporzionato al reddito.

Nessuno resterà in strada, no allo sgombero senza alternative dignitose per tutti.

La casa è un diritto: oggi pomeriggio presidio davanti alla Prefettura di Brescia organizzato da Diritti per tutti, Magazzino 47 e Collettivo gardesano autonomo contro l’annunciato sgombero dell’ Albergo Alabarda occupato e per ottenere una alternativa abitativa dignitosa per gli occupanti. Con questa iniziativa inizia un percorso di vertenzialità conflittuale con le autorità istituzionali locali. Presenti quasi un centinaio di persone tra occupanti, diversi i bambini, e solidali.

Un altro anno di lotta per la casa: 199 picchetti nel 2017

199 picchetti contro gli sfratti e i pignoramenti nel 2017 a Brescia e provincia. Con il folto picchetto di questa mattina in città in via Zadei a difesa dell’ artigiano egiziano Ata, fallito a causa della crisi, e di sua moglie, si chiude l’anno di mobilitazioni di Diritti per tutti, Magazzino 47 e Collettivo gardesano autonomo che hanno organizzato, sempre nel corso dell’ anno, anche un corteo contro l’abbattimento della Torre Tintoretto dell’ Aler con 195 alloggi popolari, oltre all’occupazione degli uffici dell’ Anpe, associazione notarile per le procedure esecutive ed il presidio all’ Istituto vendite giudiziarie contro i pignoramenti. Praticamente, un picchetto al giorno (escludendo i giorni festivi e le settimane di ferragosto) nonostante la sensibile diminuzione delle sentenze di sfratto registratesi negli ultimi due anni. Un bilancio politico che dimostra la forza e la vitalità del Movimento di lotta per la casa di Brescia, come si evince anche dal robusto picchetto odierno.

Sfratti bloccati a Soiano e Rovato

20 dicembre – A #Soiano la famiglia di Miriam, madre con quattro bambini, resta a casa. Il marito ha lavorato per anni come tornitore a Manerba, fino a quando la ditta è fallita. Da pochi mesi ha ritrovato lavoro a Roma come precario in un’impresa edile
In attesa che la situazione lavorativa del marito si stabilizzi, Miriam sta cercando una nuova casa

A #Rovato difesa la famiglia di un muratore licenziato padre di tre figli che ha la casa all’asta per l’impossibilità nel pagare il mutuo a seguito della perdita del lavoro.

NESSUNA CASA SENZA PERSONE, NESSUNA PERSONA SENZA CASA!

Cinque picchetti antisfratto in una settimana.

11 dicembre – Prima gli italiani? No, prima i poveri, italiani o no. Questa mattina l’Associazione Diritti per tutti, con attivisti italiani e di origine migrante, è intervenuta contro due sfratti nei confronti di cittadini italiani in provincia di Brescia. A Paratico una società immobiliare, con titolari italiani, voleva sbattere in mezzo alla neve Giuseppina con due figli di 24 e 16 anni: separatasi dal marito la donna è rimasta senza reddito perchè non riceve gli alimenti ed il figlio maggiore non riesce a trovare lavoro. Un picchetto composto in buona parte da migranti, occupanti e famiglie sotto sfratto, ha bloccato l’esecuzione che è stata rinviata al 22 febbraio. A Rodengo Saiano invece rinvio per Davide e suo figlio di 10 anni: rimasto vedovo, senza lavoro e con una invalidità è in attesa di una casa popolare. Dov’erano stamattina i sostenitori dello slogan “prima gli italiani”? Forse a distribuire volantini contro immigrati e profughi…

12 dicembre – Un altro sfratto, al quarto accesso dell’ ufficiale giudiziario, contro una famiglia con un bambino disabile di pochi anni è stato bloccato questa mattina dall‘Associazione Diritti per tutti in via Milano 97 a Brescia. Il picchetto ha ottenuto un rinvio al 26 febbraio. La famiglia doveva entrare in una casa popolare, l’assegnazione è stata fermata per problemi burocratici.

13 dicembre – Quarto picchetto della settimana questa mattina a Brescia: in via Oberdan gli attivisti e attiviste di Diritti per tutti hanno bloccato lo sfratto contro James che, rimasto senza lavoro, non riesce più a pagare l’affitto e rischia di finire in strada. L’esecuzione è stata rinviata all’11 gennaio. Il proprietario, col pretesto dell’ assenza di minori, pretendeva lo sgombero anche in assenza di sistemazioni abitative alternative.

14 dicembre – Questa ennesima settimana di lotta per la casa si è chiusa oggi con il quinto picchetto, da lunedì, che ha bloccato uno sfratto ai danni di una famiglia di cittadini senegalesi in via Robusti, nel quartiere bresciano di San Polo, nella schiera di appartamenti di proprietà Aler. Lì, all’ombra della Torre Tintoretto con i suoi 195 alloggi vuoti da anni, vive da anni questa famiglia presente in città fin dai tempi del Residence Prealpino, che a causa della perdita del lavoro non ha potuto pagare l’affitto per molti mesi, fino a quando ha ripreso a versare il canone.

Picchetto antisfratto a Rovato il 6 dicembre

6 dicembre – Un picchetto dell’Associazione Diritti per tutti ha bloccato questa mattina a Rovato lo sfratto contro una donna e le sue figlie minorenni, che non riescono più a pagare l’affitto dell’ appartamento. Esecuzione rinviata ad aprile.

MANIFESTAZIONE NAZIONALE


ROMA 16 DICEMBRE concentramento ore 14 Piazza Repubblica

Per la libertà di circolazione e la residenza,  per la solidarietà, l’antirazzismo e la giustizia sociale. Permessi di soggiorno per motivi umanitari ai profughi a cui non è stata riconosciuta la protezione internazionale. Regolarizzazione dei migranti presenti in Italia e rottura del vincolo tra permesso di soggiorno, contratto di lavoro e residenza. Diritto all’iscrizione anagrafica, all’accoglienza e al lavoro dignitosi per tutti e tutte. Servizi sociali fuori dal patto di stabilità, diritto universale al reddito minimo.
Contro le leggi repressive Bossi-Fini e Minniti-Orlando, il Regolamento Dublino III, l’art 5 della legge Lupi, la legge sulla Sicurezza urbana, i lager, gli accordi di deportazione e qualsiasi forma di ghettizzazione.
No C.P.R., nè a Montichiari nè altrove.

English       Français

Pullman da Brescia. Prenotazione tel 03045670 (Radio Onda d’Urto). Costo 20€ a persona. Partenza ore 5.00 del 16 dicembre da Centro sociale Magazzino47, via Industriale 10, Brescia.

APPELLO PER LA MANIFESTAZIONE
Siamo quelle donne e quegli uomini che attraversano il pianeta, decine di milioni di persone strappate alla loro terra e ai loro cari dalle scelte geopolitiche, economiche e ambientali dei potenti, costrette ogni giorno a combattere contro i fili spinati e i muri fisici e ideologici. Siamo i dannati della globalizzazione e delle politiche antisociali imposte dall’Unione europea e dalla Banca centrale europea (BCE) alle popolazioni d’Europa e d’Italia, che privano le persone del reddito, del lavoro e dell’alloggio indipendentemente dalla provenienza geografica. Continue reading MANIFESTAZIONE NAZIONALE

Due grandi picchetti bloccano altrettanti sfratti a Brescia.

Altri due sfratti bloccati questa mattina a Brescia da partecipati picchetti dell’Associazione Diritti per tutti, con diverse decine di attivisti e attiviste, in via Nisida e a Sanpolino. Il primo riguarda una famiglia pakistana con 5 figli e una nipotina, 4 minorenni. Il papà Ali ha fatto il saldatore per molti anni fino a quando l’azienda in cui lavorava è fallita. Il padrone di casa è proprietario di diversi appartamenti nella zona di via Corsica. Secondo sfratto a Sanpolino contro una famiglia, con quattro bambini, profuga di guerra del Kosovo. Questa sera assemblea settimanale per la casa al Magazzino 47 alle ore 19,30 per programmare i prossimi picchetti e le iniziative contro sfratti, pignoramenti e sgomberi.

Un altro mese di lotta per la casa a Brescia e provincia.

31 ottobre -Mobilitazione tempestiva di Associazione Diritti per tutti e CSA Magazzino47 oggi pomeriggio in via delle Battaglie, nel quartiere meticcio e popolare del Carmine, per impedire che la famiglia di Mia Moto – originaria del Bangladesh – venisse sbattuta in mezzo alla strada.
Mia Moto è stato truffato: era affittuario in un appartamento il cui proprietario ha smesso di pagare le rate del mutuo senza nemmeno avvisarlo e si è così ritrovato vittima di un pignoramento. Ieri, con un blitz, l’IVG si è presentato con il fabbro spaccando la serratura e mettendo un foglio di “sequestro” sulla porta intimando alla famiglia di portar via i propri effetti e abbandonare i locali entro le 17 di oggi. Così non è stato perchè un folto picchetto (organizzato in meno di mezz’ora) è riuscito a ottenere un rinvio di 15 giorni!
Il tempo necessario a Mia Moto di entrare in affitto in una nuova casa insieme alla sua famiglia!

La lotta paga, la casa è di chi l’abita! Stop sfratti, sgomberi e pignoramenti!

2 novembre – Bloccato lo sfratto di una famiglia bengalese questa mattina a San Zeno, con due bambini. Il padre, operaio, aveva perso il lavoro e non aveva più potuto pagare l’affitto ed ora ha ritrovato un posto ma con contratto precario, prorogato ogni tre mesi. Diritti per tutti ha bloccato l’esecuzione e ottenuto un rinvio a gennaio.

9 novembre – Stop pignoramenti! Picchetto stamattina a Castelcovati nella bassa bresciana occidentale dell’Associazione Diritti per tutti: la famiglia di Majid con moglie e tre figli di 5, 7 e 14 anni aveva acquistato la casa accendendo un mutuo ma dopo la perdita del posto di lavoro non aveva più potuto pagare le rate e la banca aveva pignorato e poi messa all’ asta l’abitazione. A Brescia invece c è stato il monitoraggio di una situazione di pignoramento in via Frigerio ai danni di un uomo italiano di 66 anni. Il suo caso molto complesso è stato oggetto ieri di un incontro in Prefettura per ottenere un rinvio, necessario a trovare una sistemazione alternativa.

16 novembre – La Prefettura ha concesso il supporto delle forze dell’ ordine per eseguire lo sfratto di Vivian. Per le istituzioni non ci sono “fragilità”, in quanto non sono presenti bambini; non importa se Vivian ha due figlie in Nigeria, che mantiene con il suo lavoro in Italia. Finché ha lavorato come colf tutti i giorni ha pagato l’affitto ad una benestante bresciana che abita a Capri; ha perso il posto quando l’anziana dove faceva i mestieri è morta, ora lavora il sabato e la domenica in una casa di riposo come addetta alle pulizie ma prende troppo poco per pagare 430 euro di canone. Un folto picchetto dell’Associazione Diritti per tutti e Magazzino 47 sta bloccando il suo sfratto a Roncadelle mentre un altro è in corso a Brescia in via Rodi.

20 novembre – Picchetto antisfratto dell’ Associazione Diritti per tutti questa mattina a Brescia in via Teramo. È stata bloccata l’esecuzione contro una famiglia di origine senegalese con due bambine

Due sfratti contro donne sole bloccati a Brescia.

Due donne sotto sfratto a Brescia questa mattina ma entrambe restano in casa! In via Bettole una parrucchiera che ha dovuto chiudere il negozio per la crisi e solo da poco ha ripreso a lavorare;la proposta fatta alla proprietà di ricominciare a pagare il canone non è andata a buon fine quindi è stata bloccata l’esecuzione e si andrà al tavolo in Prefettura. In via Botticelli invece, a fianco della questura, un picchetto ha ottenuto un rinvio per Hayat che è in graduatoria Aler: la donna lavora solo part-time come addetta alle pulizie e entro la fine dell’anno dovrebbe avere una casa popolare.