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Bloccati 3 sfratti a Lonato e Odolo.

Tre picchetti in provincia di Brescia questa mattina, a Lonato e Odolo. In azione attivisti del Collettivo gardesano autonomo e Diritti per tutti che hanno impedito 3 sfratti.

Nel comune dell’entroterra gardesano la prima famiglia che resta in casa è quella di Abdelalhim, cittadino italiano residente da 17 anni nel territorio lonatese, padre di quattro bambine. Dopo avere perso il lavoro ha provato a fare l’ambulante nei mercati, ma con un reddito insufficiente a pagare l’affitto. Rinvio al terzo accesso al 7 dicembre.

La seconda famiglia difesa è quella di Mustafa, padre di due bambine, presente in Italia da 12 anni. Lavoratore stagionale, in balia di un reddito basso e intermittente a causa della precarietà, si è trovato in difficoltà a pagare l’affitto.
Rinvio al 12 dicembre.

A Odolo infine bloccata l’esecuzione contro una donna sola che in queste ultime settimane ha trovato una nuova occupazione.

Cinque picchetti antisfratto negli ultimi giorni a Brescia e provincia

28 settembre – Intensa e lunga giornata di lotta per il diritto alla casa oggi a Brescia. Molte decine di attiviste ed attivisti, occupanti dell’Associazione Diritti per tutti e Magazzino 47 sono stati impegnati dal mattino fino ad oggi pomeriggio alle 17 in due picchetti per bloccare sfratti in città e nell’accompagnamento di una donna invalida a Rezzato. A San Polo, all’ombra della Torre Tintoretto con i suoi 195 appartamenti vuoti di proprietà dell’Aler, questo stesso ente voleva sfrattare la famiglia di Diagne che non è riuscito a pagare l’affitto per molto tempo a causa di una totale perdita del reddito e che ora ha ripreso a corrispondere parte del canone. L’esecuzione è stata rinviata a data da destinarsi. In via Indipendenza a Sant’Eufemia invece il picchetto è continuato anche nel pomeriggio perchè la proprietà indendeva procedere con le forze dell’ordine ed effettuare lo sfratto della signora Anna, nonostante il comune sia disponibile ad applicare il progetto contenimento sfratti, quindi a pagare dei mesi di canone in cambio di una sospensione. Al termine della giornata di lavoro degli ufficiali giudiziari i proprietari rinunciavano al loro proposito vista la permanenza del picchetto. Infine a Rezzato: Fathia questa mattina ha dovuto lasciare l’appartamento in seguito ad un accordo firmato in Prefettura dopo 4 anni di resistenza e a giorni entrerà col figlio diciottenne in un nuovo alloggio: servivano 3-4 giorni di collocazione in una sistemazione provvisoria, il Comune non voleva trovarla, discussioni vivaci in assessorato e la donna invalida e diabetica si è sentita male ed è stata ricoverata in Poliambulanza per l’innalzamento pericoloso della glicemia e della pressione. Il figlio è stato alla fine collocato in un housing, dove lo raggiungerà la madre non appena dimessa, e all’inizio della prossima settimana avranno l’appartamento nuovo.

2 ottobre – Tris di picchetti dell’Associazione Diritti per tutti questa mattina. Sfratti bloccati a Sarezzo, Brescia e Calvisano. Nel comune valtrumpino resta in casa la famiglia di Ashfaq con 3 bambini: l’operaio pachistano, con decenni di lavoro nel settore armiero e poi della rubinetteria ha perso il lavoro per la crisi e non riesce più a pagare l’affitto ad una grande proprietà appartenente ad una importante dinastia industriale della zona. L’esecuzione è stata impedita per la quinta volta e rinviata di 4 mesi. A Brescia ottenuto un altro rinvio per Roberto, un signore italiano con gravi problemi di salute, per permettergli il trasloco nella nuova casa popolare che gli è stata assegnata. Infine nella bassa a Calvisano rinvio al 30novembre per una famigliadi origine marocchina con figli rimasta senza reddito.

Picchetto a Brescia, nel rione Sant’Eufemia

Picchetto questa mattina a Sant’ Eufemia, rione della periferia est di Brescia, dell’ Associazione Diritti per tutti, per impedire lo sfratto contro la famiglia di Addolorata. Restano in casa insieme a lei, precaria addetta alle pulizie, la figlia quattordicenne ed il convivente. Addolorata è incinta e senza picchetto avrebbe rischiato di finire in strada. Lo sfratto è stato rinviato all’ 11 gennaio.

Anche Ezio resta in casa: bloccato sfratto in via Rose di sotto a Brescia

Bloccato lo sfratto di Ezio, imbianchino bresciano rimasto senza lavoro continuativo. In via Rose di sotto a Brescia un picchetto dell’Associazione Diritti per tutti ha presidiato il complesso di case popolari di proprietà della Congrega della carità apostolica, dalle 8 del mattino fino all’arrivo dell’ufficiale giudiziario alle 15 del pomeriggio. Lo sfratto è stato rinviato a gennaio. Immigrati e italiani di nascita lottano insieme per il diritto alla casa per tutti!

Ancora 3 picchetti antisfratto a Brescia e provincia

15 settembre – Presidio di monitoraggio e controllo di uno sfratto questa mattina in via Indipendenza a Sant’ Eufemia. Una donna italiana, Anna, attendeva per il quarto accesso l’ufficiale giudiziario ed è stata supportata da alcuni attivisti e attiviste dell’ Associazione Diritti per tutti. Il funzionario dell’ Unep non si è fatto vivo così Anna resta a casa e attenderà la comunicazione del rinvio. È stato l’ottavo intervento antisfratto della settimana che ha visto anche il presidio contro sfratti , sgomberi e pignoramenti di ieri pomeriggio davanti all’ istituto vendite giudiziarie.

18 settembre – Nuovo presidio antisfratto a Rovato in via Piave stamattina. Diritti per tutti in azione per difendere la famiglia di un muratore con bambini piccoli a cui le banche hanno pignorato la casa perchè non ha più potuto pagare le rate del mutuo. Prosegue la campagna stop pignoramenti!

19 settembre – Diritti per tutti in picchetto questa mattina in via Milano 164 per impedire lo sfratto di una famiglia di origini indiane con due minori di 17 e 12 anni. Ieri sera al Magazzino 47 invece molte decine di persone all’ assemblea settimanale del lunedì, con numerosi casi nuovi a dimostrazione del fatto che l’emergenza sfratti non è finita anche se si sono ridotte le sentenze nel corso di questi ultimi due anni.

Grande giornata di lotta contro sfratti, sgomberi e pignoramenti.

14 settembre – Giornata di mobilitazione per il diritto alla casa a Brescia e provincia : in mattinata  Diritti per tutti ha bloccato due sfratti a Brescia in via Bettole e a Ghedi in via Foscolo 36. Interessate una donna di origine etiope con cittadinanza francese che aveva perso il lavoro e ora fa la parrucchiera e nel paese della bassa una famiglia con due figli che si è vista pignorare la casa dalla banca. Un’altra donna ha avuto un rinvio a Sanpolino in via Monsignor Manziana.

 Nel pomeriggio: Stop sfratti, sgomberi e pignoramenti! presidio del Movimento di lotta per la casa di Brescia (Diritti per tutti, Magazzino 47 e Collettivo Gardesano autonomo) davanti all’ Istituto vendite giudiziarie di Brescia in via Fura contro il boom di pignoramenti da parte delle banche ai danni di famiglie che non hanno più potuto pagare le rate del mutuo a causa della crisi. Un centinaio di persone ha partecipato all’iniziativa, famiglie con bambini, sotto sfratto o con la casa venduta all’ asta, occupanti di casa per necessità. I pignoramenti a Brescia sono aumentati in maniera impressionante con circa 450 appartamenti battuti all’ asta ogni mese; la nostra provincia occupa il quarto posto a livello nazionale dopo Roma , Bergamo e Milano per aste immobiliari. Il presidio di oggi, alle 14,30, quindi in orario e giorno lavorativo, ha dimostrato una buona capacità di mobilitazione e  una prova di forza del Movimento di lotta per la casa di Brescia.

Picchetti anche stamattina contro sfratti a Brescia in via Milano e a Roncadelle

Altri due sfratti sono stati bloccati questa mattina a Brescia e a Roncadelle dagli attivisti e attiviste di Diritti per tutti : in città in via Milano 97 un picchetto si è opposto all’ ufficiale giudiziario in difesa della famiglia di Taha, con due bambini tra cui uno invalido. Nel comune dell’ hinterland invece rischiava di essere cacciata in strada Vivian, una donna sola che ha perso il lavoro a tempo pieno ed ora ha ritrovato un posto come addetta alle pulizie solo il fine settimana. A Rezzato infine si è ottenuto un rinvio tecnico per permettere a Fathia e a suo figlio 18enne di trasferirsi in un’altra abitazione.

Le famiglie di Aurora e di Ghulam non escono: bloccati due sfratti stamattina a Brescia.

L’emergenza sfratti a Brescia non è finita, nonostante le sentenze siano diminuite nel corso di questi ultimi due anni. Picchetti stamattina in città in via Volta 7 e al Carmine in via Rua Sovera. Nel primo caso attivisti e attiviste di Diritti per tutti hanno difeso la famiglia di Ghulam, con moglie e 4 bambini di 7, 4, 2 anni e neonati di 7 mesi. Il padre ha perso il lavoro ed ora sta facendo l’autista ma solo poche ore il mattino, impegnato nella consegna dei pasti alle mense scolastiche. Il suo sfratto è stato bloccato e rinviato al 7 dicembre per avere il tempo di ottenere l’assegnazione di un alloggio Aler per cui è in graduatoria. Al Carmine invece è stato ottenuto il rinvio per Aurora, il suo compagno e la sorella invalida al 100% e su sedia a rotelle: per loro si prospetta il passaggio a breve in una casa popolare idonea ad ospitare una persona con disabilita’. Domani picchetto a Roncadelle mentre questa sera all’ assemblea settimanale al Magazzino 47 si preparerà il presidio contro sfratti e pignoramenti per giovedì alle 14,30 davanti all’Istituto vendite giudiziarie in via Fura a Brescia.

Settembre di lotta per la casa: ricominciano i picchetti antisfratto

4 settembre – Dopo la brevissima tregua di ferragosto ricominciano i picchetti antisfratto in provincia di Brescia. Questa mattina in città attivisti di Diritti per tutti bloccano uno sfratto contro una famiglia di origine senegalese con tre bambini, due gemelline e un neonato. Domani altri due picchetti in provincia a San Paolo e a Ghedi.

5 settembre -Altri due picchetti anche stamattina in provincia di Brescia con gli attivisti dell’ Associazione Diritti per tutti che hanno bloccato sfratti a Ghedi in via circuito Sud contro la famiglia di Beizaku e a San Paolo in via Marconi 6 contro quella di Ivana. Entrambi i nuclei, vittime della morosità incolpevole, hanno bambini piccoli.

Cas di via Bocchi: sospese dal Tribunale le espulsioni punitive della Prefettura

Il Tribunale sospende il provvedimento prefettizio di revoca dell‘accoglienza a tre richiedenti asilo che avevano denunciato pubblicamente la pessima gestione del Cas di via Bocchi.

Il 19 agosto la sezione di Brescia del Tar della Lombardia, accogliendo un ricorso urgente presentato dall’avvocato Massimo Gilardoni, ha emanato tre decreti sospensivi che ordinano il reintegro nell’accoglienza dei richiedenti asilo, due gambiani e un senegalese, che l’8 agosto scorso la Prefettura aveva espulso dal Centro di Accoglienza Straordinaria gestito a Brescia, in via Bocchi, dalla cooperativa Ekopra di Bovezzo.
Il decreto prefettizio dell’8 agosto, chiesto da Ekopra e firmato dal Viceprefetto Vicario Salvatore Pasquariello, revocava le misure di accoglienza (in pratica l’ospitalità in tutte le strutture del sistema di accoglienza e i servizi di supporto connessi) a Dierra Saniag, Modou Bah, Issa Camara, guarda caso proprio i tre richiedenti asilo che verso fine luglio avevano reso pubblica denuncia delle pessime condizioni di accoglienza nel Cas di via Bocchi: una situazione conclamata di sovraffollamento e gravi carenze nell’erogazione dei servizi formativi, sanitari e legali che l’ente gestore dovrebbe garantire.
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